Precauzioni
Insomma, andando in Egitto ti avvisano prima che è meglio se non assumi bevande con cubetti di ghiaccio, alcuni addirittura sconsigliano di lavarsi i denti con l’acqua di rubinetto, altri raccomandano di non mangiare cibi troppo “locali” che potrebbero contenere spezie coltivate in modo troppo rustico. La sfilza dei “non” è lunghissima, e contiene diverse idiozie, a dirla tutta.
Io me ne sono fregato e li ho trasgrediti tutti, i “non”, e ho anche mangiato il kebab per la prima volta, gustandomi subito dopo la macedonia con la buccia.
Nonostante condisca la mia vita con un sano agnosticismo ho comunque adottato una precauzione: dovendo prendere un altro aereo per il ritorno, ho pensato fosse meglio non bestemmiare per tutta la settimana.
Menu del giorno
Come ci spiega la guida, questo è il menu del noto locale “O’ Rione” gestito dal famoso attore egiziano Robert De Nilo, che per la cena del solstizio di primavera del 1742 a.C. aveva preparato un piatto esotico:
Ho trovato anche la ricetta, su un altro geroglifico, che vi tradurrò presto.
Cauto razzismo
Ad un certo punto al tavolino accanto al nostro si piazzano due coppie di stronzi che si mettono a parlare ad alta voce sfottendo il cantante e facendo battute idiote sul colore della pelle dei camerieri. Tedeschi, russi, inglesi, attorno a noi sono tutti in abito da sera o tenuta comunque formale da albergo cinque stelle, i quattro stronzi italiani invece sono in pantaloni corti con la felpa con la scritta “italia” e lo scudetto in bella mostra. E sfottono in romanesco, e chiamano il cameriere nubiano “uomo nero” con ghigno da esseri superiori, ridendo sguaiatamente come se fossero alla sagra della pagliata. Tedeschi, russi, inglesi, e noi, tutti li guardiamo con un certo disprezzo, soprattutto noi, che sentiamo e capiamo i loro disgustosi discorsi e quanto stronzi razzisti siano.
Finito il deprimente show e passata la voglia di spaccargli le ossa, Michy ed io torniamo a discorrere tranquillamente. In francese, però.
Sono una persona orribile [cit.]
Certi personaggi in spiaggia spiegano e soprattutto giustificano l’esistenza degli tsunami.
Bisogno di cultura
Ero in spiaggia e avevo appena finito “Spinoza” di Paolo Nori, e persino le tortore si erano accorte che mi stavo smarmellando la tre quarti di ceppa. Mi sono alzato e ho fatto un giro, quando, infrattato fra le sdraie, vedo un banchetto di monili, tattoo e bigioie varie. Mi avvicino e… cosa ti becco lì in vendita?
Mi rendo conto di aver la possibilità di soddisfare il mio bisogno di cultura, e così il venditore intuisce subito che, essendo l’ultima copia disponibile e il sottoscritto particolarmente interessato, sta per fare un affarone. Non faccio in tempo a chiedergli il prezzo che lui lo toglie dall’espositore e fa capire di esserci molto affezionato.
Io non sono certo uno spilorcio, ma gli spiego che se non me lo vende ad un prezzo accettabile non me ne frega un cazzo, che tanto ho la copia autografata dagli autori i quali si sono perfino ubriacati a casa mia (gné gné gné). Lui si intristisce un po’, sapendo che, la copia autografata, lui non potrà mai averla.
And finally, I got it, al prezzo di copertina. Ma non ho il tempo di prenderlo in mano che subito mia moglie se lo accaparra e io resto con un pugno di noiosissime mosche.
Mi consolo guardando un paio di pulzelle tedesche (che non ho potuto fotografare, purtroppo) sognando per qualche istante di essere il loro uomo oggetto.
Fine.
Si ringraziano:
- “Il libro dei Fincipit” di Alessandro Bonino e Stefano Andreoli, nella parte de “Il libro dei Fincipit” di Alessandro Bonino e Stefano Andreoli
- Alì il fighetto del villaggio (come recava l’insegna del suo banchetto, sottotitolo “Prego, ma non ti frego”), nella parte del venditore
- Moglie di Sba, nella parte dell’accaparratrice avida ed insensibile
- Il tatuaggio doppio con piercing in zona ombelicale della moglie di Sba (as itself)
- Le tortore di Marsa Alam, nella parte delle tortore che la sanno lunga
- Il pugno di noiosissime mosche, nella parte del pugno e anche delle mosche
- Le due tedesche (che c’erano per davvero ed erano tope fenomenali) nella parte delle vacche da sogno erotico
L’importante è capirsi
Un animatore kazako mi chiede da che parte dell’Inghilterra provengo, io gli dico che sono italiano, lui mi dice ma è la prima volta che sento un italiano parlare così bene in inglese, ti ho proprio preso per un inglese. Non c’è problema, gli dico, pensa che io ti avevo scambiato per un russo.
(con questo inauguro una serie di minipost sulla mia vacanzuola in Egitto, di cui apposito tag)








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