Improbabile dizionario

Tu Slegami (ebook)

Sigh

Dieta

Per accompagnare un piatto di verdure lesse ho avuto la pessima idea di aprire una confezione di Jocca. Dopo il primo assaggio, quella mezza forchettata che ti fa capire molte cose, ho guardato se sulla stagnola erano riportate data ed ora del decesso.

La triste verità

Due vecchi amici si incontrano dopo tanto tempo. Dopo un festoso abbraccio e i convenevoli di rito, uno chiede all’altro:

- “Senti, ma sei ancora vicepresidente di quella grossa ditta?”

- “Si, certo, perchè??”

- “Ecco, vedi, mio figlio si e’ appena diplomato e vorrei che si forgiasse e cominciasse a guadagnarsi qualche soldino. E’ un bravo ragazzo, te lo raccomando, magari puoi dargli una mano a farsi le ossa…”

- “Beh…potrei farlo entrare nel Consiglio di Amministrazione. Non deve sapere nulla di particolare, basta che sia presente quando lo chiamo e dica un paio di cazzate, 10.000 Euro mensili più le spese. Andrebbe bene?”

- “Cazzo!…cioé…no, troppi soldi, e un posto troppo importante. Non avresti qualcosa di più semplice, per cominciare? Capisci che è la sua prima esperienza di lavoro…”

- “Revisore dei conti! Deve solo trovare errori ai rapporti che gli passano e qualche altra stupidaggine. 7.000 Euro mensili piu’ vitto”

- “Sei matto? Qualcosa di più umile. Sta appena iniziando!”

- “Uhm…Vediamo…Direttore di Divisione! Un paio di ordini al giorno e rompere le scatole ai dipendenti. 4.000 Euro mensili più viaggi e altri benefit”

- “No, no, troppo troppo…”

- “Allora Direttore Marketing. 2.500 Euro mensili e non deve fare assolutamente niente: dare quello che gli chiedono e passare le carte che gli arrivano”

- “Ma possibile che non ci sia niente di piu’ basico, un gradino più basso, da cui iniziare la gavetta?”

- “Beh, l’unico posto che resta è quello dell’impiegato. Deve maneggiare con attenzione molta documentazione tecnica o finanziaria, lottare con i capi, coi Project Managers, coi clienti, coi direttori, con gli altri impiegati e spesso anche con gli operai. Deve fermarsi oltre l’orario senza che gli vengano pagati gli straordinari e deve lavorare come un mulo in modo che i suoi capi possano poi vantarsi dei risultati raggiunti. 1.000 Euro mensili e lavorare duro da 10 a 12 ore giornaliere, compreso il sabato mattina”

- “Ecco, sì, questa sarebbe una gavetta adatta per mio figlio!”

- “Impossibile. Mi dispiace. Deve essere laureato, possedere un master ed aver maturato almeno cinque anni d’esperienza.”

….

Riflessi

Stamattina era presto e buio. Zittita la sveglia e rintracciate le ciabatte, mi sono trascinato in bagno per espletare quel paio di comandamenti che la natura ha donato alla razza umana, poi mi sono appostato davanti al lavabo con fare distratto. Cercando di non dar retta a quella vocina insistente che cercava di esortarmi a tornare a letto, mi sono appoggiato coi palmi delle mani sul ripiano in marmo ed ho alzato gli occhi verso lo specchio. Hey, man, tu sì che sei un uomo vero, forte, virile, con quel viso che pare disegnato da un artista, la barba sexy, il capello grigio che fa tanto George Clooney, e poi quelle braccia così robuste, sicure, e la muscolatura del trapezio scolpita nel vigore delle spalle, e l’occhio scaltro di chi conosce già il suo nemico e si prepara ad affrontarlo.

Poi ho acceso la luce.

Un’infezione virale ci seppellirà (informaticamente parlando)

Dunque, io lavoro nell’informatica ma non mi ritengo un esperto, sono solo un appassionato che ha trovato un modo per campare con i suoi hobbies, quindi non mi sogno nemmeno di atteggiarmi a fare qualcosa che non mi compete. Chi invece la sa lunga e scrive articoli per fare informazione dovrebbe dare a) le notizie vere, b) possibilmente utili, e c) scrivere in modo corretto. E chi le pubblica, le notizie, dovrebbe verificarne la bontà e, nella fattispecie, la qualità della traduzione se provengono da autori di lingua madre diversa.

Invece su repubblica, nota testata di divulgazione informatica (sigh), oggi troviamo questo: “2009 attacco ai computer un supervirus infesta la rete”. Beh, potrebbe essere no? E’ un rischio continuo, si sa. Terrorizzato (sigh²) leggo:

Nelle ultime settimane un warm, un programma informatico nocivo, è dilagato attraverso le reti informatiche di aziende, scuole, università ed enti pubblici in tutto il mondo.

Un WARM? Ma sono solo io che sono coglione* o hanno scritto sbagliato? Boh, vado avanti:

Secondo gli esperti si tratterebbe della peggiore infezione da quando il worm Slammer dilagò su Internet nel gennaio del 2003, e potrebbe aver infettato qualcosa come 9 milioni di personal computer in tutto il mondo.

Ah, Slammer invece è un WORM…. mah.  Ma poi, mi stupisco che da gennaio 2003 ad oggi non ci siano più state “epidemie” di una certa rilevanza, anzi, mi pare che fra Sober, Lovesan e Mimail nello stesso anno di casini ne siano successi non pochi. E nel 2004 mi pare che fra il Sasser e NetSky vi furono moltissime vittime con un tilt informatico di intieri continenti. Però se lo dicono loro… Comunque, nove milioni di computers! Cacchio, ci saranno sicuramente gli alert a mille sui siti di analisi dei grandi produttori di antivirus, dopo vado a vedere, ora continuo l’appassionata (sigh³) lettura:

Warm come il Conficker, oltre a rimbalzare da un lato all’altro della Rete alla velocità della luce, agganciano i computer infettati a sistemi unificati chiamati “botnet”, che successivamente ricevono istruzioni di programmazione dai loro padroni occulti.

Ah, il Conficker è proprio un WARM, allora sono io che sono coglione, scusate. Forse il warm è un worm che rimbalza alla velocità della luce e io non lo sapevo, una specie di trottolino amoroso dududadada che strumpallazza fra i cavi transoceanici e ogni tanto va dai suoi padroni occulti per farsi dare ordini…. Comunque sia, faccio violenza a me stesso e proseguo nella lettura.

Il pezzo si dilunga in una analisi del nulla applicato alla fuffa, cita nomi e persone senza mettere i links (come abitudine di rep.) e pretende in fondo di darla a bere perchè l’autore è uno che scrive sul liquidando NYT. Vabbé, dai, mi dico, andiamo ad informarci, vuoi mai che ci sia davvero l’attacco dei cloni? E io sto qui a ridacchiare di una panzana trovata su un quotidiano web che raramente brilla per obiettività ed autorevolezza, specie in materie che andrebbero lasciate a chi, almeno un po’, le conosce (per tacer dell’inglese)?

Vado. Sito della Trend Micro. Nessun alert, niente di niente. Kaspersky? Niente di niente, non c’è nemmeno nel loro database. Allora mi fermo, che di tempo ne ho già perso troppo. Rimango qui, nel mio angolino a guardare questa immagine di Trend Micro, che la dice lunga sul pericolo corso. Pericolo ZERO.

virus

* nella versione originale del NYT è scritto worm

Capire l’alta finanza

Il mio spammatore preferito mi ha mandato questa… cosa, che se non fosse maledettamente applicabile alla realtà, sarebbe una mediocre barzelletta.

Una volta, in un villaggio in India, un uomo annuncio’ ai contadini che voleva comprare delle scimmie per 10$ cadauna. I contadini, vedendo che c’erano molte scimmie in giro, uscirono nella foresta ed iniziarono a catturarle. L’uomo ne compro’ migliaia, ciascuna a 10$, ma quando la disponibilita’ di scimmie comincio’ a diminuire i contadini cessarono i loro sforzi.
L’uomo annuncio’ che ora le avrebbe comprate a 20$. Cio’ rinnovo’ gli sforzi dei contadini che ripresero a catturare scimmie. Presto il rifornimento diminui’ progressivamente e gli abitanti del villaggio cominciarono a tornare alle loro fattorie.
L’offerta sali’ a 25$ ma la disponibilita’ di scimmie divenne cosi’ piccola che era una fatica vedere una scimmia, per non parlare di prenderla. L’uomo annuncio’ che ora voleva comprare le scimmie a 50$, tuttavia, dovendo andare in città per alcuni affari, il suo assistente avrebbe fatto da compratore a suo beneficio.

In assenza dell’uomo, l’assistente disse ai contadini: “Guardate tutte queste scimmie in questa grande gabbia, è qui che il mio datore di lavoro le ha radunate! Ora voglio vendervele a 35$, così quando tornera’ dalla città gliele rivenderete a 50$! Pensate che guadagno!”

I contadini misero insieme tutti i loro risparmi e comprarono tutte le scimmie, ed il giorno successivo si recarono nella tenuta dell’uomo d’affari per la vendita. Tutto deserto, non c’era più nessuno, ne’ l’uomo ne’ il suo assistente, solo scimmie, dappertutto.

Benvenuti a WALL STREET.

De amicitia

Quando stai troppo bene arriva il momento in cui ti devi confrontare con delle cose che ti smontano i maroni. Capita a tutti, inutile negarlo. Vorremmo la linearità ma allo stesso tempo non possiamo fare a meno delle scosse, delle botte di vita. Delle botte di morte invece potremmo fare senza, ma arrivano anche quelle, e quando arrivano bruciano, uh se bruciano…

Non che sia così bestia da non averlo mai sperimentato in precedenza, ma stasera ho potuto avere la conferma che la merda e il cioccolato, ingredienti di questa vita, se condivisi con un amico sono meno estremi di quanto sembrino.

Devi solo avere l’amico.

L’amico.

Bestia rara, come lo sciacchetrà delle Cinque Terre, non lo trovi mica sotto i cavoli! Ma se ne hai uno, e se sacrifica qualche minuto della sua vita per te, allora è impagabile e te lo devi tenere stretto, perché senza non si può fare.

Quando però ne avrà bisogno lui dovrai esserci, perchè i debiti “di spalla” si possono pagare solo con la stessa moneta. E non potrai sottrarti, e se lo farai perderai l’amico, così quando ne avrai bisogno lui sarà ad ammazzarsi di seghe davanti a un porno, e tu capirai solo allora quanto ti serve quell’amico.

Grazie, amico, per esserci stato. Che io quando vado in pappa non mi regge proprio nessuno.

Lettera di presentazione

“Gentile azienda, a prescindere da quanto possiate pensare leggendo questa lettera di presentazione, io amo il mio lavoro e neanche posso lamentarmi del mio stipendio. Quindi vi domanderete che cazzo vi scrivo a fare e soprattutto perché vi mando il mio curriculum (avrete certamente notato quel foglietto allegato scritto sulla carta da formaggio). Il vero motivo è che volevo provarci con voi perché vorrei fare nuove esperienze, visto che ne ho un po’ le balle piene di quello che faccio adesso.

Avrei potuto usare la solita forma, il bello stile, l’impaginazione corretta, ma poi avreste pensato “ma questo sa usare Word, lo mettiamo a scrivere i manuali!”. Avrei potuto stupirvi con effetti speciali, tipo antrace nella busta, ma credo che avrei potuto compromettere parte delle mie possibilità di successo. Oppure avrei potuto mettere una foto di Brad Pitt… ma mi avreste sgamato in fretta. O anche mandarvi la lettera allegata ad una testa di cavallo mozzata, anche se ai più sarebbe potuto apparire un tantino estremo.

Ho quindi optato per questa forma così solare, immediata e scevra da fronzoli. Ora sapete chi sono e come la penso, tutte le vaccate di contorno sono solo una perdita di tempo, il tempo è denaro e, dando per consolidato che una volta qui era tutta campagna, non ci sono più le mezze stagioni.

Ah, cazzo, fra l’altro mi sono già dimesso, per portarmi avanti col lavoro eh, sapete, con i tempi che corrono, quindi se mi cagate mi fate un piacere, grazie.”

OlimPiciu

Francesismi

Il preoccupato appello di Bush di ieri pare abbia smosso anche Gordon Brown, preso da antiche smanie di conquistare la Francia: “Yes, Oui Caen!”.
Stizzita replica della segreteria di Sarkozy: “Fesse du chien!”.
Un sindacato dei boscaioli della Lorena si è dato disponibile a difendere i confini a colpi d’ascia, al motto di “Metz, que chêne!”.
La Mattel, decaduta l’ipotesi di sostenere Barack Obama alle presidenziali, pare interessata a sponsorizzare l’invasione scrivendo sulle divise “Yes, we Ken!”.

Veltroni, in questi giorni in Francia, ha rilasciato una lunga intervista a Le Monde dove narra la sua verità sulle elezioni: “Berlusconi Roubaix!”. Commenta così Maroni su La Padania: “Liber Té, LEGA lité!”

Uhmm…

Bush, preoccupato dall’invasione della Georgia, ha fatto dislocare i reparti speciali in South Carolina, Alabama e Florida. Inutili tutti i tentativi di contattare lo sceriffo della contea d’Ossezia. Si teme il peggio. Alcuni membri del parlamento paventano una nuova crisi di Cuba come nel 62. Il ghetto nero di Atlanta: “Sono venuti a liberarci!”