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	<title>NYFT &#187; Senescenza</title>
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	<description>Nascono Yuppies Finiscono Tamarri</description>
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		<title>Una volta qui si era tutti bambini</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 00:13:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[Reminiscenze]]></category>
		<category><![CDATA[Senescenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni volta che guardo fuori dalla finestra vedo in lontananza la casa di Luca, amico con cui ho condiviso ogni tipo di nefandezza puerile. All&#8217;epoca qui attorno era tutta campagna &#8211; vaffanculo i luoghi comuni, è la verità &#8211; e mentre il cemento iniziava lentamente a rubare spazio ai campi di grano, così, lenta ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni volta che guardo fuori dalla finestra vedo in lontananza la casa di Luca, amico con cui ho condiviso ogni tipo di nefandezza puerile. All&#8217;epoca qui attorno era tutta campagna &#8211; vaffanculo i luoghi comuni, è la verità &#8211; e mentre il cemento iniziava lentamente a rubare spazio ai campi di grano, così, lenta ed inesorabile, si consumava la nostra infanzia.</p>
<p>Il programma era sempre lo stesso: si usciva da scuola (elementare) alle 12.30, si tapinava fino a casa con la cartella in cuoio a spalle, trottando su quel paio di primitivi strumenti che madre natura ci ha attaccato sotto al culo &#8211; e parliamo di attraversare tutta la città, altro che suolabus &#8211; verso un pranzo abbondante e rapidissimo e poi, spesso senza cambiarsi i pantaloni &#8220;belli&#8221;, ci si incontrava in strada o nel suo garage per pianificare la conquista del territorio. Unica pausa la merenda alle 16, con gli occhi incollati allo schermo e il cervello rapito in estasi di fronte a &#8220;Ciao Ciao&#8221; sulle prime tv private, poi di nuovo a fare i talebani in giro per il quartiere fino a che non si sentiva il classico &#8220;Lucaaaaaa! Cristùn!&#8221; di suo padre Celestìn che avvisava della cena in tavola. Tornavamo a casa esausti, sporchi all&#8217;inverosimile e spesso sanguinanti in qualche dove.</p>
<p>Le attività pomeridiane prevedevano:</p>
<ul>
<li>arrampicarsi su qualsiasi albero a tiro</li>
<li>lanciare sassi ovunque, possibilmente spaccando qualcosa</li>
<li>strafogarsi di more, uva, ciliege e qualsiasi altro frutto di stagione potesse crescere rigorosamente a due metri da terra non meno (con doverosa eccezione per le fragole), incuranti di qualsiasi recinto o palizzata indicante l&#8217;ignoto concetto di proprietà privata</li>
<li>intrufolarsi in qualsiasi cantiere per fare scorte di assi e chiodi</li>
<li>costruire le più improbabili forme di capanne (o fortini) sui gelsi</li>
<li>pisciare nei pintoni di vino lasciati aperti dai muratori</li>
<li>mettere miccette nei formicai</li>
<li>Big Jim paracadutista con la borsa del gros market</li>
<li>dare la caccia ai gatti</li>
<li>scavare buche nella sabbia</li>
<li>fare un&#8217;antologia di dispetti alle bambine del vicinato</li>
<li>perdere un martello al giorno (al punto che suo padre mise il lucchetto all&#8217;armadio degli attrezzi)</li>
</ul>
<p>In estate il dopocena era uguale o peggio, con le memorabili partitone al calcio balilla contro Celestìn, uno che non si faceva problemi a commentare i goal con le sue frasi magiche &#8220;pütanaEvaPorca&#8221; e &#8220;vacatroiaporca&#8221;.</p>
<p>Niente cellulare, niente allergie, niente baby sitter, nessun doposcuola, nessuna preoccupazione, mai visto un pediatra o altro dottore. Neve, pioggia, sole, caldo, freddo, sempre in giro, mai stati guardati a vista. Bastava presentarsi in tempo per cena e trovare 5 minuti per fare i compiti, o alla peggio, al fischio di mio padre che talvolta richiedeva la mia presenza a casa.</p>
<p>Eppure siamo sopravvissuti, impuniti, ignoranti e lazzaroni. I gelsi non ci sono più, Luca non lo vedo da anni, il grano è sparito insieme ai trent&#8217;anni che ci separano da quel meraviglioso trancio di vita sconsiderata.</p>
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		<title>OttoOttobreFanTrentOtto</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 21:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quite real life]]></category>
		<category><![CDATA[Senescenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ti senti come la pallina del Dixan dentro alla lavatrice, certi giorni. Ti avvicini a traguardi insperati ma fori sul più bello, e scopri che Codroipo è qualcosa ben più significativo di una località amena del ridente nord-est. Vorresti sparire per un po&#8217; sapendo che qualcuno ci ha pensato prima di te, a farti sparire. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ti senti come la pallina del Dixan dentro alla lavatrice, certi giorni. Ti avvicini a traguardi insperati ma fori sul più bello, e scopri che Codroipo è qualcosa ben più significativo di una località amena del ridente nord-est. Vorresti sparire per un po&#8217; sapendo che qualcuno ci ha pensato prima di te, a farti sparire.</p>
<p>Non ti abbattere, amico mio, ci penso io&#8230;</p>
<p>L&#8217;ombra di quel castello di sperticate lodi che fino a ieri ti elevava nel punto più luminoso della vallata, oggi ti oscura col suo grigiore. Poi, come nei film di Rocky, scatta la scintilla, fai un falò dei tuoi stracci e risorgi dalle tue ceneri, e ti senti nuovamente pronto a mettere a dura prova le convinzioni della LIPU in merito a quanto sia sconveniente ed immorale andare a spaccare il culo ai passeri in volo.</p>
<p>E&#8217; un lumicino, in lontananza, che ti fa riaprire gli occhi ormai rassegnati al buio.</p>
<p>Hai trentotto anni, coglionazzo. E&#8217; ora che ti dai una svegliata, nè?</p>
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