Ah no, niente
Volevo solo dirvi che è uscito il Post sott l’Albero. Eggià.
Il post per Sba (dove vi racconto che il niente succede e ha il suo perché)
In un mondo così piccolo e ridicolo sembra impossibile che una stupidissima crisi creativa generi così tanta partecipazione. La splendida, e generosa, diciamolo, Daniela Losini ha ovviato al mio buco esistenziale con questo pezzo, che va a completare la biodiversità dei precedenti di Isa Dex e Fatacarabina. Tre modi di paretcipare, tre modi di vedere la marcescenza della mia discontinuità. Tre donne, meravigliose.
Secondo me se il Sir se viene a sapere che ho scritto il post per Sba e non ho ancora scritto il PslA mi manda Darth Vader e Yoda a casa. Loro suonano il campanello, apro la porta e non dicono niente. Rimaniamo muti per un po’.
Poi Yoda alza un dito verde e mi indica inequivocabilmente e Darth Vader, una volta detto anche Lord Fener, comincia a respirare in quel suo modo inconfondibile. Allora sento il lato oscuro della forza e stramazzo a terra per i sensi di colpa (comunque c’è tempo fino all’undici dicembre, una vita intera, dai, la morte nera può attendere).
A me piace essere ospite dei blog degli altri anche perché, va detto, io stessa mi sento ospite del mio e quindi credo di aver della buona creanza e di non trovarci nessuna differenza, perciò son naturale. Certe volte accanto a tutte le cose scritte e che scrivo per lavoro mi capita di pensare che mica sempre si riesce a raccontare anche del niente. Che poi raccontalo tu questo niente: tutte le ore che ti scorrono per le mani, le cose che succedono tipo quando vai nei grandi magazzini a fare un giro o in libreria e c’è sempre (non qualche volta, di solito, spesso: sempre) qualcuno che ti chiede informazioni sulle cose che lo capiscono poi questi che chiedono che te non lavori lì ma non resistono, non resistono ti devono chiedere, ti devono parlare. Avrò la faccia di una che risponde, quantomeno, mi dico io.
Che poi tu dici scrivi del niente e io subito penso: bisogna esser capaci di fare anche quello. Raccontalo, tu il niente.
Il niente sul quale riflettevo è che succede spesso che lascio la mia scrittura (e forse anche un po’ della mia voce interiore) imbrigliata. Faccio un esempio: quando la lista della spesa diventa un pezzo da editare, mi devo fermare e mi devo fare delle domande.
Poi ho letto di Sba che ha la crisi creativa e ho pensato: anche io ce l’ho. Di diverso genere scrivo troppo, moltissimo per lavoro (che è bellissimo) ma troppo poco per piacer mio. Mi pare tutto torni. Allora eccomi qui mentre racconto del mio niente e mi sento già meglio.
Adesso però che il cerchio è chiuso e il mio racconto del niente è finito, vogliate scusarmi. Suona il campanello. Ma non so mica se apro.
daniela_elle





Commenti recenti