La fiducia
- Allora, senti, io vado giù a Padova, non so se ceniamo prima o dopo, ma c’è lo spettacolo di Mauro e Guido, poi non so che faremo, ma una cosa è certa: dormo poi a casa di una donna, probabilmente con un’altra donna, cioè nel senso che le donne saranno due e il letto uno solo, sei poi sicura che non ti disturba sta cosa?
- Vai, sono contenta che ti togli un po’ da casa. E poi, se volessi farmi portare le corna, saresti un bel coglione a correre fino a Padova…
- Sì, ma sarò in un letto con due donne, cioè un sogno che si avvera, ti rendi conto?
- Ahahaha, ma poverine va! Piuttosto evita di fare brutte figure, e non ubriacarti che poi non ce la fanno a portarti a dormire con quello che pesi. Non le invidio neanche un po’…
E’ così che ho mentito a mia moglie sul GazzoCamp. Che sì, le due femmine c’erano. Ma erano quattro. Mitia, Sofia, Livia e Silvia. Un casino a ricordarsi i nomi. Se poi vi dico che non ho chiuso occhio perché Sofia e Livia mi saltavano addosso a ripetizione, il quadro è completo. E’ stata una scena che non avrei mai pensato di vivere di persona, roba che nemmeno nelle fantasie più azzardate.
Comunque gran notte. Io, sul tappeto del tinello, a giocare con le due gatte salterine, e le due tope a dormire nel lettone.
Test di Gazzo*
V’eran cavalieri d’immane stazza, pvlzelle d’eterea bellezza, armatori cyprioti in candida livrea et balda juventvde del borgo. Et esposti al pvbblico givdizio v’eran Costoro, a favellar sul pvlpito et poetar d’arme et amori. O Gentil Lettore, Voi che pvre conoscete di siffatta virtvte le sopraffine arti, godete di qvesta allegoria, ove più che mille parole potre poss pol pobbe l’immago.
* Ovvero il test della mia fotocamera fatto a Gazzo (PD) l’undici luglio duemilanove (dannati malpensanti)














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