Improbabile dizionario

Tu Slegami (ebook)

Donne

Odiose

Stasera rientrando a casa ho visto una macchina targata Verona, era uno di quei cosi francesi che non sai bene a che cosa servano, comunque aveva uno specchietto grande e quando ho guardato nello specchietto ho visto la faccia della Sidgi e mi è venuto un mezzo infarto. Ho pensato Ma che maremma moribonda ci fa la Sidgi con una macchina targata Verona a Cuneo? Eppure l’ho guardata bene, le labbra erano le sue, gli occhi erano i suoi, il figòtipo era il suo, e sul sedile dietro c’era un cespuglio che sembrava quello della Fata, e stavo già pregustando una cenetta a lume di candela con le mie due amiche magnagatt e trincaspriss, con i violini e il cameriere gay, quando ha girato per un paese che ha un nome che in spagnolo significa Cazzo, e allora la mia stima per la Sidgi e per la Fata mi ha fatto sospettare che non fossero loro. O forse sì, ma non credo che insomma, praticamente, vabbé.
E’ stato bello per un attimo pensare che fossero loro, con la damigiana di sgnapa nel baule, e che venissero a trovarmi. Sognare non costa nulla. Odiose.

La fiducia

- Allora, senti, io vado giù a Padova, non so se ceniamo prima o dopo, ma c’è lo spettacolo di Mauro e Guido, poi non so che faremo, ma una cosa è certa: dormo poi a casa di una donna, probabilmente con un’altra donna, cioè nel senso che le donne saranno due e il letto uno solo, sei poi sicura che non ti disturba sta cosa?

- Vai, sono contenta che ti togli un po’ da casa. E poi, se volessi farmi portare le corna, saresti un bel coglione a correre fino a Padova…

- Sì, ma sarò in un letto con due donne, cioè un sogno che si avvera, ti rendi conto?

- Ahahaha, ma poverine va! Piuttosto  evita di fare brutte figure, e non ubriacarti che poi non ce la fanno a portarti a dormire con quello che pesi. Non le invidio neanche un po’…

E’ così che ho mentito a mia moglie sul GazzoCamp. Che sì, le due femmine c’erano. Ma erano quattro. Mitia, Sofia, Livia e Silvia. Un casino a ricordarsi i nomi. Se poi vi dico che non ho chiuso occhio perché Sofia e Livia mi saltavano addosso a ripetizione, il quadro è completo. E’ stata una scena che non avrei mai pensato di vivere di persona, roba che nemmeno nelle fantasie più azzardate.

Comunque gran notte. Io, sul tappeto del tinello, a giocare con le due gatte salterine, e le due tope a dormire nel lettone.

Donne (parte prima)

Donne ce ne sono tante. Hanno forme diverse, colori diversi, gusti diversi. Parlar di donne è sempre pericoloso, sempre. E’ come entrare ubriachi in un campo minato, bendati, di notte, con la nebbia. Un buon approccio, guidato da inconsueta saggezza, implica il saper schivare determinati argomenti, oppure parlarne solamente se interrogati, evitando cautamente di esprimere con chiarezza le proprie opinioni qualora contrastino con le loro. (Non è vero, ma a volte funziona).

Le donne sono tante e, mi si fulminasse l’abat-jour se non è vero, sono tutte belle. Ognuno ha la bellezza che si meritava qualcun altro, son solito dire, ma non si applica in questo contesto. Per le donne è diverso, loro sono tutte, ma proprio tutte, belle. Ché la bellezza non può essere omologata, ridotta a schemi e a modelli, secondo me.

Le donne sono tante, come gli uomini, anzi di più, dicono le statistiche.

Le donne riservano sorprese bellissime, san far ridere, piangere, o riflettere. Tipo quando se ne escono con frasi come questa:

hai una quarta coppa c??? minchia. mia madre quando ha spartito il seno tra me e mia sorella ha dato a lei le tette ed a me la simpatia.

Sì, io le amo tutte, le donne. Con buona pace di chi potrà considerarmi un paraculo.


Donnezza

Perché a me succede così
che per qualche ragione alcune donne si avvicinano
ci parlo due minuti
e la loro bellezza sparisce
e resta solo
ai miei occhi malati
la loro testa di cazzo mondiale
così me ne vado.

[Un amico saggio]