Anche gli orsi han quell’istinto lì
Non è una novità che sia un orso, poco aduso alla vita con gli esseri umani e alla comprensione dei medesimi. Se poi ci si mettono anche i periodi di nervosismo strong la situazione peggiora sensibilmente. In quei frangenti mi danno fastidio anche le mosche che volano attorno al cane del vicino di casa, oltre che il cane, il vicino e la casa del vicino. Tocco dei livelli eccelsi di misantropia quando mi attrezzo per dormire fino a tardi, il sabato o la domenica, e per qualche motivo vengo svegliato dalle mosche del cane del vicino di casa, o dal cane, o dal vicino, o dalla sua casa. Come stamattina, ad esempio. Il canemerda che abbaiava al vicino che parlava con la vicina a cui ronzavano attorno le mosche del cane della casa dell’altro vicino, tra tutti mi hanno svegliato così bene che secondo me era più di buon umore Leopardi quando si tagliava le unghie troppo corte e gli bruciavano le pellicine.
Poi sono andato in bagno e mentre titubavo se scendere con l’ascia o con il diserbante ho sentito la voce di un bambino giù in strada che chiamava ripetutamente Mamma, con un tono di voce tipo Vieni a vedere che bello questo peluche in questa macchina parcheggiata, quel tono di voce che senti che il bambino è felice e sprizza gioia di vivere da ogni poro, e questa cosa – non me ne capacito ancora – mi ha subito messo di buon umore.
Il mio cane
Il mio cane si è mangiato un accento.
Adesso fa “baù”.



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