Assurdità

La deriva del sestosenso

Immaginatevi una landa desolata et incolta, popolata a tratti da esserini insignificanti ma non per questo non significativi. Immaginatevi che siano tutti alti uguali, colorati uguali, che abbiano tutti lo stesso odore e che come massima ambizione coltivino orticelli dove diffuse sono le radici dell’incoscienza, estese e aggrovigliate come metastasi. Immaginatevi che questi esserini siano parecchio fastidiosi, ciarlieri, dediti all’abigeato e all’adulterio, incuranti del buco nell’ozono, sospettosi e fedifraghi. Immaginatevi che qualcuno abbia deciso che voi potete far di loro ciò che vi pare, eleggendovi ad una carica tipo dio in seconda (che dio in seconda comunque, proprio perché è lui, riesce a fare i centottanta).

Ecco, lo sapevo. Siete dei bastardi.

Cera una volta

Cera, una volta si chiamava EPO.

Ma non centra niente, ha una mira pessima.

Dicevo, c’erano una volta un topo,

una rana, una talpa e un salmuppio.

Erano tutti e quattro in un prato.

Passò di lì un uomo,

e non li cagò di striscio.

E bon.

Un’infezione virale ci seppellirà (informaticamente parlando)

Dunque, io lavoro nell’informatica ma non mi ritengo un esperto, sono solo un appassionato che ha trovato un modo per campare con i suoi hobbies, quindi non mi sogno nemmeno di atteggiarmi a fare qualcosa che non mi compete. Chi invece la sa lunga e scrive articoli per fare informazione dovrebbe dare a) le notizie vere, b) possibilmente utili, e c) scrivere in modo corretto. E chi le pubblica, le notizie, dovrebbe verificarne la bontà e, nella fattispecie, la qualità della traduzione se provengono da autori di lingua madre diversa.

Invece su repubblica, nota testata di divulgazione informatica (sigh), oggi troviamo questo: “2009 attacco ai computer un supervirus infesta la rete”. Beh, potrebbe essere no? E’ un rischio continuo, si sa. Terrorizzato (sigh²) leggo:

Nelle ultime settimane un warm, un programma informatico nocivo, è dilagato attraverso le reti informatiche di aziende, scuole, università ed enti pubblici in tutto il mondo.

Un WARM? Ma sono solo io che sono coglione* o hanno scritto sbagliato? Boh, vado avanti:

Secondo gli esperti si tratterebbe della peggiore infezione da quando il worm Slammer dilagò su Internet nel gennaio del 2003, e potrebbe aver infettato qualcosa come 9 milioni di personal computer in tutto il mondo.

Ah, Slammer invece è un WORM…. mah.  Ma poi, mi stupisco che da gennaio 2003 ad oggi non ci siano più state “epidemie” di una certa rilevanza, anzi, mi pare che fra Sober, Lovesan e Mimail nello stesso anno di casini ne siano successi non pochi. E nel 2004 mi pare che fra il Sasser e NetSky vi furono moltissime vittime con un tilt informatico di intieri continenti. Però se lo dicono loro… Comunque, nove milioni di computers! Cacchio, ci saranno sicuramente gli alert a mille sui siti di analisi dei grandi produttori di antivirus, dopo vado a vedere, ora continuo l’appassionata (sigh³) lettura:

Warm come il Conficker, oltre a rimbalzare da un lato all’altro della Rete alla velocità della luce, agganciano i computer infettati a sistemi unificati chiamati “botnet”, che successivamente ricevono istruzioni di programmazione dai loro padroni occulti.

Ah, il Conficker è proprio un WARM, allora sono io che sono coglione, scusate. Forse il warm è un worm che rimbalza alla velocità della luce e io non lo sapevo, una specie di trottolino amoroso dududadada che strumpallazza fra i cavi transoceanici e ogni tanto va dai suoi padroni occulti per farsi dare ordini…. Comunque sia, faccio violenza a me stesso e proseguo nella lettura.

Il pezzo si dilunga in una analisi del nulla applicato alla fuffa, cita nomi e persone senza mettere i links (come abitudine di rep.) e pretende in fondo di darla a bere perchè l’autore è uno che scrive sul liquidando NYT. Vabbé, dai, mi dico, andiamo ad informarci, vuoi mai che ci sia davvero l’attacco dei cloni? E io sto qui a ridacchiare di una panzana trovata su un quotidiano web che raramente brilla per obiettività ed autorevolezza, specie in materie che andrebbero lasciate a chi, almeno un po’, le conosce (per tacer dell’inglese)?

Vado. Sito della Trend Micro. Nessun alert, niente di niente. Kaspersky? Niente di niente, non c’è nemmeno nel loro database. Allora mi fermo, che di tempo ne ho già perso troppo. Rimango qui, nel mio angolino a guardare questa immagine di Trend Micro, che la dice lunga sul pericolo corso. Pericolo ZERO.

virus

* nella versione originale del NYT è scritto worm

C’han ragione quelli che dicono che Internet è il dimonio (post pieno di links e di parentesi)

Una cosa che non mi capitava da tempo: la notte scorsa ho fatto un sogno. Un incubo, forse, ma partiamo dall’inizio.

Ieri sera sono stato fino a tardi a leggere e scrivere minchiate su FriendFeed, nel mentre ho fatto il solito giro a casaccio per il web, ogni tanto mi tornava alla mente l’invito di un mio “sottoposto” a mangiare il bollito; più tardi ho cercato delle foto di Andrea Parker (causa di uno scambio di battute con MacGiorgia), poi ho riletto i vari blog che seguo (che devo sempre rileggere, io, sono un po’ imbranato), infine, con le croste agli occhi, sono andato a dormire.

Stamattina, resomi conto di aver fatto un sogno (o forse no?),  in mente mi era rimasta scolpita questa scena: casa mia, stanza da letto ma col pavimento in cotto e non il parquet, un tale (che non saprei identificare ma con l’espressione dell’avatar di Simone Biagiotti) e Zio Bonino nudi – con i calzini bianchi – che facevano la danza delle Bangles in “Walk like an egyptian”, e sul letto Fatacarabina con un cinghiale seduto sulla pancia (come nella pubblicità) che fischiettava Spanish Harlem (il cinghiale, non lei). Io ero seduto a tavola con adlimina e Annarella a mangiare castelmagno e stavo considerando che, scalzi, probabilmente i due danzatori avevano freddo ai piedi.

Certo, adesso che lo leggete pensate subito che potrei essermi inventato una storia banale pur di dire qualcosa ed infarcire di links il post (cosa che non faccio mai perchè troppa pista), invece il sogno è stato esattamente così come l’ho raccontato. La cosa curiosa è che le facce dei personaggi erano uguali a quelle degli avatar, quindi di adlimina (che francamente, con tutto il rispetto, non ho ancora capito se sia uomo o donna) ricordo solo una caviglia infantile e il faccione di una donnona nera (probably cantante soul? per associazione di idee… Con l’avatar, non con lui/lei).

Stasera arrivo dal lavoro, mia moglie ha la tv accesa su un qualcosa con, guarda guarda, Andrea Parker, e in tavola una pentolona di bollito.

Note:

- chiedo scusa a Carlo B. (brodo), ma il castelmagno è finito

- chiedo scusa a Zio Bonino, ma nudo sembrava molto pallido

- chiedo scusa all’avatar di Simone Biagiotti

- i calzini erano rigorosamente di cotone

- il cinghiale fischiava veramente bene

cinghiale

Coincidenze (o spheega)

Ieri sera ero appena tornato dal lavoro, ero in cortile, i miei cagnacci in balìa della pallina. Stavo parlando con mia mamma quando sento SCKRR-SBANNNNG-SPATAKRANGLE! Guardo in strada, un ragazzino sui 10 anni si era appena incaprettato con la bicicletta. Esco di corsa, vado a chiedergli se si è fatto male, NON MI CAGA trattenendo a stento le lacrime e se la squaglia.

Stasera, a 100 metri da casa, vedo un ragazzino in bici, penso – è lui – poi ci incrociamo e vedo che è un suo coetaneo, in bici, con una sola mano sul manubrio e l’altra che tiene una grossa borsa di nylon. Appena oltre guardo negli specchietti e vedo che perde il controllo della bici sopra al dossetto-limitatore di velocità, e si incartabella al suolo. Freno, controllo, si alza di scatto sfregandosi una chiappa (non oso immaginare le bestemmie).

Io domani mi terrò una mano ben posata sui coglioni, che non si sa mai.