Stranger in a strange land
Proprio mentre mi trovo in una situazione ridicola secondo cui il mio tempo libero è finito sotto un treno, scopro grazie a Phonkmeister che qualcuno più malato di me (detto col sorriso sulle labbra) si è messo a fare una mappa dei blog con relativi collegamenti. Un lavorone, diciamolo. Solo, la cosa più angosciante è che ci sia anche NYFT in quel disegno. Mi vergogno, ecco.
Pubblico la pubblica ammenda
CVD, Consorio Venditori Domenicali come volevasi dimostrare ho dimenticato genti, volti, minacce e persecuzioni varie. Mi scuso, e anche parecchio, con:
- Annarella: so perché mi sono dimenticato. Per colpa tua mi sono perso Nori e gli Accalappiacani. Non è vero, ma a qualcuno dovevo pur addossare la responsabilità di una mancanza così grave. E tu, che lavori con i tedeschi, devi essere così abituata a portare croci… E’ che sono rimasto così affascinato dalla tua conoscenza di certe pratiche esoteriche della magica Torino che ho perso il senso del tempo. Grazie anche a te, quindi.
- Fran: da come la descrisse Adamo, me la immaginavo una dolcissima public relation woman, pronta a soddisfare ogni richiesta degli uomini d’arte e di cultura. Invece ho trovato una fredda calcolatrice, quadrata ed asettica. Ok, adesso provate a invertire le frasi, mescolate a caso le parole, sovvertite il senso di ogni accento, ma il risultato sarà sempre lo stesso: donna di polso, sorriso disarmante. E un feed privato.
- Enrico Suzukimaruti: dolenti note! Mi voleva picchiare appena mi ha visto! Comunque bisogna dirlo, non dimostra affatto i suoi 48 anni. La prossima volta ce la giocheremo a birra e salsicce, però.
- Ialla e Cimny: lui è piccolissimo, lei è alta come una cestista, ma sono una squadra affiatata, il parquet è il loro terreno di caccia (anche se in stile sabaudo). Ci sono ma non ci sono, un taglia fuori, pick’n'roll e parte lo scatto felino dalla fotocamera. Ogni shoot è da tre punti, come potrebbe essere diversamente? Ottimi.
Ok, spero di aver completato l’opera. Chi si sente dimenticato, trascurato, trasandato, tralasciato, non ha che da esporre le proprie lamentele nei commenti, lasciando i recapiti. Gli manderò un sacchetto di cuneesi al rhum.
NYFT chiude
Per sopraggiunti limiti fisiologici NYFT chiude.
Per una settimana (stro… carissimi, vi siete spaventati? Così imparate a leggermi solo dai FYD).
Che porto il culo a scottarsi tipo dalle parti del Tropico del Cancro.
Che è per colpa di quella che va in Colombia a spacciare funghi allucinogeni, e di quell’altro che si è girato mezzo mondo e ha scritto un bel libro about, e di quella là che passa più tempo in Irlanda che a Berluscopoli, e di quello che la Telecom lo manda ovunque e lui vorrebbe solo starsene un po’ a casa con sua moglie, e anche della maestrina pentita che fa traslochi in continuazione in preda ai galòp, e in ultimo anche di quell’altro che fa avanti indietro con Firenze per una giusta causa.
Io che non mi muovo mai di q… opporc… adesso non potrò più dirlo.
Bye.
Sul voto in Sardegna
Berlusconi: “Ci ho messo la faccia“.
Il PD invece ci ha rimesso il culo.
Un po’ come in quella trasmissione televisiva: rotto… e sfrangiato.
C’han ragione quelli che dicono che Internet è il dimonio (post pieno di links e di parentesi)
Una cosa che non mi capitava da tempo: la notte scorsa ho fatto un sogno. Un incubo, forse, ma partiamo dall’inizio.
Ieri sera sono stato fino a tardi a leggere e scrivere minchiate su FriendFeed, nel mentre ho fatto il solito giro a casaccio per il web, ogni tanto mi tornava alla mente l’invito di un mio “sottoposto” a mangiare il bollito; più tardi ho cercato delle foto di Andrea Parker (causa di uno scambio di battute con MacGiorgia), poi ho riletto i vari blog che seguo (che devo sempre rileggere, io, sono un po’ imbranato), infine, con le croste agli occhi, sono andato a dormire.
Stamattina, resomi conto di aver fatto un sogno (o forse no?), in mente mi era rimasta scolpita questa scena: casa mia, stanza da letto ma col pavimento in cotto e non il parquet, un tale (che non saprei identificare ma con l’espressione dell’avatar di Simone Biagiotti) e Zio Bonino nudi – con i calzini bianchi – che facevano la danza delle Bangles in “Walk like an egyptian”, e sul letto Fatacarabina con un cinghiale seduto sulla pancia (come nella pubblicità) che fischiettava Spanish Harlem (il cinghiale, non lei). Io ero seduto a tavola con adlimina e Annarella a mangiare castelmagno e stavo considerando che, scalzi, probabilmente i due danzatori avevano freddo ai piedi.
Certo, adesso che lo leggete pensate subito che potrei essermi inventato una storia banale pur di dire qualcosa ed infarcire di links il post (cosa che non faccio mai perchè troppa pista), invece il sogno è stato esattamente così come l’ho raccontato. La cosa curiosa è che le facce dei personaggi erano uguali a quelle degli avatar, quindi di adlimina (che francamente, con tutto il rispetto, non ho ancora capito se sia uomo o donna) ricordo solo una caviglia infantile e il faccione di una donnona nera (probably cantante soul? per associazione di idee… Con l’avatar, non con lui/lei).
Stasera arrivo dal lavoro, mia moglie ha la tv accesa su un qualcosa con, guarda guarda, Andrea Parker, e in tavola una pentolona di bollito.
Note:
- chiedo scusa a Carlo B. (brodo), ma il castelmagno è finito
- chiedo scusa a Zio Bonino, ma nudo sembrava molto pallido
- chiedo scusa all’avatar di Simone Biagiotti
- i calzini erano rigorosamente di cotone
- il cinghiale fischiava veramente bene
Cera una volta
Le persone vissute ad inizio ’900 non conoscevano quasi l’inquinamento e le radiazioni, non sapevano nulla dell’ozono, le auto erano rarissime e lentissime, quasi nessuno conosceva la droga, pochi potevano permettersi l’alcool, in genere avevano meno soldi ma vivevano meglio, mangiavano e bevevano più sano e non erano stressate.
E son morte tutte lo stesso.
I ripensamenti del giorno dopo
Il post di ieri è evidentemente incompleto, poiché si limita a refertare quanto di orrendo ho lasciato io nel PSL’A 2008. Ho tralasciato di parlare un po’ di questa bella idea, del suo curatore, di che risvolti possa avere il contribuirvi, anche alla luce di quanto ho letto e sentito in giro come reaction al PSL’A.
Come prima cosa è opportuno porre i dovuti ringraziamenti a Sir Squonk per aver nuovamente prodotto il Post Sotto L’Albero. Lo leggo da due anni soltanto, ho capito che si trattava di una cosa bella cui partecipare e ci ho provato. Egli, colto alla sprovvista appena finito di imbottigliare la bonarda, e ancora travolto – come ogni volta – dalla curiosità di capire perché mai la damigiana da 54 litri riempie solo 70 bottiglie invece delle canoniche 72 vedi nota, ha accolto il mio testo e l’ha anche pubblicato. Se fosse stato sobrio non credo che sarebbe mai avvenuto ciò. Glie ne sono grato e spero un giorno di potermi sdebitare.
A seguire, mi sembrava opportuno fare del sano puntiglio in riferimento ad un podcast di Radio Capital, dove si parlava di “una raccolta di testi ed immagini scritti dai blogger famosi”. Ecco, signori, una certezza me la sono costruita nella vita, ed è quella di NON essere famoso. Così, per tanto per chiarire eh…
Per concludere, dalla mia modesta posizione di wannabe (o anche no: if I could, I would, non è detto che lo voglia a tutti i costi), ci tenevo a dire a tutti che sono fiero di vedere il mio stupido testo nel PSL’A. Sono fiero non per il potenziale aumento dei contatti al blog (tipo di una o due unità) ma perché un giorno potrò dire ai nipoti dei miei vicini di casa: io c’ero. Ed ero insieme a gente famosa per davvero, gente che sa scrivere, gente che ha una cultura millanta mila volte più grande della mia.
Gente con cui passo la maggior parte del mio tempo libero, anche se solo in forma virtuale.
[Nota: La sua frase è sempre la stessa "mi hanno fregato o me le sono bevute?"]






Commenti recenti