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	<title>NYFT &#187; Web Life</title>
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	<description>Nascono Yuppies Finiscono Tamarri</description>
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		<title>So che me ne pentirò</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 22:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Odio persino il pensiero di farlo, ma voglio sperimentare un&#8217;azione di puro masochismo. Come altri, questo blog vive un profondo stato di crisi. E&#8217; tutto pieno di cose stantie, puzza di muffa, sta accartocciato su una panchina del parco come un barbone. Siccome sono io che sorveglio da lontano questo lento appassimento, e un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Odio persino il pensiero di farlo, ma voglio sperimentare un&#8217;azione di puro masochismo. Come altri, questo blog vive un profondo stato di crisi. E&#8217; tutto pieno di cose stantie, puzza di muffa, sta accartocciato su una panchina del parco come un barbone. Siccome sono io che sorveglio da lontano questo lento appassimento, e un po&#8217; ne soffro, chiedo aiuto. Non avendo stimoli endogeni, se mi mandate una mail a<strong> sba [at] nyft org</strong> e mi chiedete di farlo, scriverò un post per voi. Però, non avendo idea di cosa e come (e quando) verrà fuori, non so nemmeno cosa chiedere. Se a qualcuno interessa, lo faccia. Magari qualche ispirazione volante, un paio di temi, il taglio da dare al pezzo, quelle cose lì. Penso, anzi temo, che sia l&#8217;unico modo per tenere acceso il lumicino che ancora &#8211; per poco &#8211; impedisce al buio di allagare la mia volontà.</p>
<p>Pensandoci, credo di essere diventato un programmatore proprio perché ero certo che qualcuno mi avrebbe chiesto di scrivere (codice). E almeno lì, fino ad oggi, è stato un discreto successo.</p>
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		<title>Passato remoto</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 22:44:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un giorno pensai di cambiare genere al blog, ammesso che ne avesse mai avuto uno di riferimento. Guardai ai contenuti fin lì prodotti, consistenti in una sorta di narrazione convulsa che spaziava dal nonsense agli istinti suicidi, orientati fondamentalmente al faceto. Non poteva funzionare. Provai altre strade, nessuna funzionò. Smisi di scrivere. Funzionò.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno pensai di cambiare genere al blog, ammesso che ne avesse mai avuto uno di riferimento. Guardai ai contenuti fin lì prodotti, consistenti in una sorta di narrazione convulsa che spaziava dal nonsense agli istinti suicidi, orientati fondamentalmente al faceto. Non poteva funzionare. Provai altre strade, nessuna funzionò. Smisi di scrivere. Funzionò.</p>
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		<title>Blogfest 2011 &#8211; Piccolo vademecum per chi non c&#8217;è mai stato</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 23:19:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sba</dc:creator>
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		<category><![CDATA[blogfest 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Neri]]></category>
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		<description><![CDATA[Come tutto il mondo dei blogger sa &#8211; consentitemi di esagerare &#8211; dal 30 settembre al 2 ottobre ci sarà la Blogfest 2011 in quel di Riva del Garda. Essendo ormai un veterano mi permetto di lasciare ai neofiti questo modesto agglomerato di regolucce, basato sulle esperienze precedenti. Non servirà a nulla, nella pratica, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come tutto il mondo dei blogger sa &#8211; consentitemi di esagerare &#8211; dal 30 settembre al 2 ottobre ci sarà la Blogfest 2011 in quel di Riva del Garda. Essendo ormai un veterano mi permetto di lasciare ai neofiti questo modesto agglomerato di regolucce, basato sulle esperienze precedenti. Non servirà a nulla, nella pratica, ma il fatto stesso di creare un po&#8217; di sani preconcetti mi fa stare bene. <em>(NdA: tutti i nomi citati sono di proprietà dei rispettivi titolari, nessun blogger è stato maltrattato per realizzare questo pezzo, ogni riferimento a persone o cose è un riferimento a persone o cose, Dania non è citata per scelta editoriale)</em></p>
<p>1) Proibite le cene con più di cinque partecipanti, a meno che sia tutta gnocca sorridente.<br />
2) Proibito stare all&#8217;asciutto, ché la mucosa orale patisce di brutto.<br />
3) Vietato andare ai BarCamp e alle conferenze, quella è roba per blogger.<br />
4) Se vedi della stragnocca in giro a) non è una blogger, b) non è single e c) non hai speranze. O sei nel posto sbagliato.<br />
4.1) Se vedi Gianluca Neri, probabilmente sei nel posto sbagliato nel momento sbagliato.<br />
4.2) Se vedi Gianluca Neri, anche lui penserà di essere nel posto sbagliato.<br />
4.3) Se Gianluca Neri non ti saluta è perché non ti conosce. O non ti ha visto. O non è Gianluca Neri. Potrebbe essere Luca Sofri, ad esempio.<br />
4.4) Se non vedi Gianluca Neri, è perché sei al bar.<br />
4.5) Se invece di Gianluca Neri vedi Luca Sofri, lo distingui da Gianluca Neri perché è più basso di statura. E ti saluta.<br />
4.6) Se sei al bar con Luca Sofri, amico mio, significa che ti sei già imbattuto nella regola n. 4 e ti è andata male come previsto.<br />
5) E con questo non voglio dire che Gianluca Neri sia uno che non saluta, ma è difficile che ti conosca. Al limite chiedi a Sofri di salutartelo se lo vede.<br />
5.1) Non è neppure detto che Luca Sofri conosca Gianluca Neri, o che lo voglia salutare da parte tua, ammesso che lo veda.<br />
5.2) A questo punto, visto il casino, &#8216;scolta me, stai al bar.<br />
6) Nomi altisonanti quali ErotiCamp o SexQualcosa: qualsiasi cosa lascino intendere &#8211; fidati &#8211; la fantasia ti ha fregato. Il chioschetto del porchettaro lì accanto consola chiunque.<br />
7) I vari bar sui percorsi strategici hanno degli splendidi dehor da dove si può bere birra criticando sommessamente chiunque passi in strada.<br />
7 bis) I dehor accanto ai musei sono indicati per intrattenersi con la Losini. Sempre che la Losini ti conceda un simile onore.<br />
7 ter) La Losini non è criticabile, mai. Nemmeno se si intrattiene con gentaglia come te.<br />
F) Rinforzo alla regola n.3: se ti viene voglia di partecipare come relatore a qualche BarCamp, fattela passare.<br />
Q) Birra ad altra gradazione non se ne trova, se intendi sbronzarti di luppolame hai sbagliato posto.<br />
x²) Eccezione alla regola n.3: se ci sono dei FoodCamp sappi che troverai persone allegre e gentili che ti diranno quanto è buono ciò che NON ti faranno assaggiare.<br />
8.) No, ma proprio NO, ai gruppetti sui cuscinoni in zona palacoso. Persino le papere nel lago sono più socievoli. Meglio stare al bar. <del>O con Luca Sofri</del>.<br />
8 bis) Sempre che i cuscinoni ci siano ancora e che qualcuno non se li sia fottuti.<br />
9) Se ti presenti con &#8220;Ciao, sono <em>$nickname</em>&#8220;, sarai psicanalizzato. Se ti presenti con <em>$nome $cognome</em> ti prenderanno per pazzo. Se non ti presenti proprio, tutta salute.<br />
10) Se senti ruttare &#8220;<em>Di questa pira / l&#8217;orrendo foco</em>&#8220;, sai dove trovarmi.</p>
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		<title>Google +</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 19:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non me ne frega un cazzo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non me ne frega un cazzo.</p>
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		<title>Stavolta abbiamo proprio esagerato</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 17:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consigli per gli acquisti]]></category>
		<category><![CDATA[Quite real life]]></category>
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		<category><![CDATA[Dubai]]></category>

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		<description><![CDATA[Non volevo raccontare del recente viaggio a Dubai, ma alcuni lettori mi hanno fatto pressioni e inviato messaggi minatori. Quindi, comme d&#8217;habitude, ho esagerato e ci ho fatto un pdf scaricabile. Per gli insulti, la mail è in copertina. Edit: il buon Many mi ha mandato la versione epub, ringrazio ed ossequio, la trovate qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non volevo raccontare del recente viaggio a Dubai, ma alcuni lettori mi hanno fatto pressioni e inviato messaggi minatori. Quindi,<em> comme d&#8217;habitude</em>, ho esagerato e ci ho fatto un <a title="Dubai, per chi non ci vuole andare" href="http://bit.ly/sba_dubai" target="_blank">pdf scaricabile</a>. Per gli insulti, la mail è in copertina.</p>
<p>Edit: il buon <a title="Barabba" href="http://barabba-log.blogspot.com/" target="_blank">Many</a> mi ha mandato la versione epub, ringrazio ed ossequio, la trovate <a title="Dubai, versione epub" href="http://bit.ly/sba_dubai_epub" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Poter parlare libero</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 20:42:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ora lo posso dire con tranquillità. Stanotte ho sognato e me ne ricordo gli estremi, cosa rara per il mio encefalo che, quando dorme, dorme così tanto che non si ricorda niente. Ho sognato che veniva la Signora Maria a cazziarmi, dicendomi qualcosa tipo: &#8220;Ecco, hai avuto l&#8217;occasione di creare qualcosa di originale, libero dagli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ora lo posso dire con tranquillità. Stanotte ho sognato e me ne ricordo gli estremi, cosa rara per il mio encefalo che, quando dorme, dorme così tanto che non si ricorda niente. Ho sognato che veniva la Signora Maria a cazziarmi, dicendomi qualcosa tipo: &#8220;Ecco, hai avuto l&#8217;occasione di creare qualcosa di originale, libero dagli schemi e dai preconcetti, e invece sei riuscito a fare il solito raccontino cercando il finale a effetto. E non ti sei nemmeno espresso tanto bene, se proprio te la devo dire tutta&#8221;. Mi sono svegliato un tantino risentito, perché, parlando di <a title="Quer pasticciaccio bello" href="http://dl.dropbox.com/u/366393/QPB.pdf" target="_blank">questo</a>, aveva davvero ragione.</p>
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		<title>L&#8217;iPad e la deriva del mondo moderno</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Dec 2010 23:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sba</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dente avvelenato]]></category>
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		<description><![CDATA[Gent.ma Apple, caro stiggio stivgiob Steve Jobs, cara Internet, Ill.mo Sistema di Vendita Online tutto, Vi scrivo nell&#8217;era della globalizzazione, una parola che riempie la bocca dell&#8217;uomo medio lasciando di norma un retrogusto amarognolo dopo aver ingollato il boccone. Ho comprato un iPad, che volevo regalarlo, ma come detto altrove, facendolo con il dolo, perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gent.ma Apple, caro <span style="text-decoration: line-through;">stiggio</span> <span style="text-decoration: line-through;">stivgiob</span> Steve Jobs, cara Internet, Ill.mo Sistema di Vendita Online tutto,</p>
<p>Vi scrivo nell&#8217;era della globalizzazione, una parola che riempie la bocca dell&#8217;uomo medio lasciando di norma un retrogusto amarognolo dopo aver ingollato il boccone. Ho comprato un iPad, che volevo regalarlo, ma come detto altrove, facendolo con il dolo, perché regalare un oggetto tecnologico ad una moglie usufruttuaria dello stesso tetto del regalante significa &#8211; almeno quando esce con le amiche &#8211; impossessarsene e perderci del sano tempo. Dicevo, ho comprato quel coso, quel giocattolone, progettato in California e assemblato in Cina, sul sito italiano di un&#8217;azienda con sede in Francia che me lo ha spedito tramite un partner di Napoli.</p>
<p>Geografia a parte, l&#8217;ho ordinato venerdì 17, fregandomene delle superstizioni, e già sabato pomeriggio ho ricevuto una mail dove mi si richiedeva di confermare i dati della carta di credito a un numero di telefono di Milano, &#8220;sabato orario 9-13 / 14-17&#8243;, tariffa a scatti normale &#8211; ehi, hanno inventato i numeri verdi, giuro! &#8211; , come se stessi chiamando una qualsiasi impresa di pompe funebri o un lattaio. Sono le 16.30, chiamo, voce preregistrata che recita in perfetto accento materano una solfa di due minuti e poi conclude con &#8220;Al momento non possiamo risponderle&#8221;. Riprovo, riascolto la tiritera, incasso la stessa risposta. Riprovo ancora, riascolto limortaccisua di voce, e sempre lo stesso esito. I patemi da regalo in ritardo han cominciato a farsi galoppanti.</p>
<p>Il lunedì mattina ho chiamato il servizio clienti dove una voce gentilissima e non preregistrata mi diceva che avevo sbagliato numero, per la verifica delle carte di credito era quell&#8217;altro. Richiamo quello della tiritera, diversa, sarà perché è lunedì, e finalmente un giovinotto baldanzoso e aitante mi sdogana il pacco dopo che ho dimostrato di essere anch&#8217;io non preregistrato. In mezz&#8217;ora mi arriva una mail di conferma di spedizione, mentre in serata guardo il sito per capire a che punto è la faccenda è c&#8217;è scritto &#8220;ancora da spedire&#8221;. I miei patemi si sono subito iscritti all&#8217;ippodromo di Vinovo.</p>
<p>Martedì torno a casa per il pranzo e mi trovo il pacco a casa, in tutto il suo turgore. Mi felicito, imbosco per non far vedere alla moglie contenuto e fattura, poi vado sul sito e trovo scritto &#8220;ancora da spedire&#8221;. Chemmefrega, i patemi ormai erano già hamburger. E fin qui tutto bene, per carità. Solo che lo stesso venerdì 17 ho comprato altre cose da mandare ad altrettante persone, ho ricevuto conferme di spedizione, nessuna mail di verifica della carta di credito, nessun numero da chiamare, e il sito dice &#8220;spedito, sei in una botte di ferro&#8221;. Penso, se ho ricevuto io, a Cuneo, sperso fra le montagne, con una viabilità da Burkina Faso, il pacco californiano assemblato in Cina comprato in Francia e spedito da Napoli, figurati gli altri che sono andati in grandi città, tutte belle organizzate, con tangenziali e raccordi anulari e passanti autostradali, se non sono arrivati in tempo. Penso, mi tranquillizzo, e mi faccio una battuta al coltello di patema prenatalizio, con una spruzzatina di limone.</p>
<p>Passano i giorni e arriva natale, e il sito dice sempre per il mio pacco &#8220;ancora da spedire&#8221; e per gli altri &#8220;ziofagiano, fidati, cazzo, abbiamo spedito tutto, sei in una botte di acciaio inossidabile rinforzato al tungsteno e vanadio&#8221;, mentre i miei amici &#8220;vorrei-essere-destinatario-del-tuo-pacco&#8221; ancora han ricevuto niente. Mi dolgo, porgo scuse, addirittura uno di questi mi dice di aver dovuto guadare la periferia di Vicenza per andare a far la fila dal corriere insieme ad altri che già si stavano menando in attesa dei loro agognati pacchi. E per lo meno lui è riuscito a ricevere, e scopro pure stasera che quest&#8217;anno era riuscito a disintossicarsi dal malanno dei regali natalizi. Gli altri, nisba.</p>
<p>Mi consolo col giocattolone, cara Apple, caro Steve. Avete fatto un bel prodotto, mi piace, non mi fa la classica mantecatura alle palle tipica del notebook mentre lo uso sul divano, è fruibile anche a un ignorante in materia, pesa poco, la batteria dura una vita, l&#8217;audio è ottimo. La scatola, pure lei, è molto bella. Solo mi piacerebbe capire perché non funziona su una delle due porte USB del pc &#8211; che funziona con qualsiasi altro apparato, compreso l&#8217;iPhone 4 che già possiedo &#8211; e soprattutto perché, con quanto è bello il sistema operativo iOS, siete riusciti a fare un programma di merda come iTunes.</p>
<p>Cordiali saluti, buon resto delle festività, viva la globalizzazione.</p>
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		<title>Due parole sul Big Bang, o più che altro su un adorabile uomo di scienza.</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 22:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sba</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Quite real life]]></category>
		<category><![CDATA[Web Life]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho terminato stasera stessa, con grande rammarico (perché è terminato, non perché non mi sia piaciuto), il libro &#8220;La musica del Big Bang&#8221; del bravo Amedeo Balbi. Come molti sanno, o pochi, dipende dalla prospettiva con cui sono visti, io sembro allineato alla moda ma non lo sono, ma non sono nemmeno nella condizione opposta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho terminato stasera stessa, con grande rammarico (perché è terminato, non perché non mi sia piaciuto), il libro &#8220;<strong>La musica del Big Bang</strong>&#8221; del bravo <a title="Amedeo Balbi - Keplero" href="http://www.keplero.org/" target="_blank">Amedeo Balbi</a>. Come molti sanno, o pochi, dipende dalla prospettiva con cui sono visti, io sembro allineato alla moda ma non lo sono, ma non sono nemmeno nella condizione opposta, diciamo che &#8220;sto&#8221; accanto, guardo passare il bus pieno di persone ma non ci salgo, non lo rincorro e non lo precedo. In questo contesto si capisce già quello che volevo dire: non ho ancora letto l&#8217;ultimo di Amedeo, &#8220;<strong>Seconda stella a destra</strong>&#8220;, perché adesso è di moda parlare di quel libro lì e io nel mio immaginario ritenevo più corretto leggere l&#8217;opera di debutto, se così si può chiamare. Ma l&#8217;ho già comprato, quello nuovo, precauzionalmente.</p>
<p>Introdotte le cialtronate di sorta, veniamo alla parte seria del mio post. In primis ho capito perché <a title="Alessandro Bonino" href="http://eiochemipensavo.diludovico.it" target="_blank"><strong>Alessandro Bonino</strong></a>, uno che io stimo a prescindere già solo per il fatto che ha un colbacco in vera pelliccia di colbacco, ritenga doveroso definire il Dott. Balbi con l&#8217;appellativo che suona come <em>&#8220;il mio cosmologo di fiducia&#8221;</em>. Già, Amedeo è un cosmologo, e io invece pensavo che fosse un astrofisico. Leggendo il libro capisci anche un po&#8217; quale sia la differenza fra questi due termini (e non sto a fare la premessa sulla mia ignoranza, ormai proverbiale). Il fatto della fiducia, caro mio, dopo che ti sei letto tutto il libro capisci che in qualche modo &#8220;devi&#8221; fidarti di ciò che viene trattato. La mente umana è incredibilmente capace, ma in ogni essere opera su scenari differenti con diversi gradi di comprensiblità: ipoteticamente un buon muratore non sa fare il formaggio, un aviatore non sa andare in bicicletta e un cosmologo non sa leggere uno script in java. E così nemmeno un profanatore di sistemi informativi come il sottoscritto è in grado di comprendere a sufficienza la mostruosità di scienza che sta alla base della cosmologia. Insomma, mi fido di ciò che scrive, e mi piace pure.</p>
<p>Riguardo al libro non dico molto, dice già tutto lui, in modo fluido e quasi completamente <em>&#8220;fruibile anche a una capra come me&#8221;</em> (cit., dopo spiego) e penso che questo sia uno dei motivi per cui debba essere letto. Poi magari non ti piace la parte tecnico-scientifica, e allora puoi leggere l&#8217;indice analitico al fondo o guardare le figure. In definitiva, un argomento che ritenevo (da ignorante, come detto) fantasioso e privo di fondamento, il Big Bang, in realtà ha una struttura scientifica e una serie di teorie dimostrate e dimostrabili che lo rendono concreto e ne svelano i segreti, con buona pace di Fred Hoyle, il &#8220;romanziere&#8221; che lo battezzò con tale nome nell&#8217;intento di prenderne in giro la teoria di fondo.</p>
<p>A corollario tenevo a dire che Amedeo l&#8217;ho conosciuto a Riva del Garda nel 2009, ed è proprio un bell&#8217;uomo con marcato accento romano, magari un tantino basso di statura (specie se rapportato a me), ma è proprio una brava persona. E che grazie a FriendFeed ho avuto modo di fargli una domanda &#8220;in diretta&#8221; su un paragrafo che non avevo capito (<em>&#8220;Pronto, Dott. Eco? Salve, non capisco la frase in fondo a pagina 145 del suo libro, quello del pendolo, me la spiega?&#8221; &#8211; &#8220;MavafFoucault!&#8221; &#8211; click &#8211; tut tut tut tut</em>) e lui mi ha risposto subito chiarendomi l&#8217;arcano, non come Eco che invece mi ha buttato giù il telefono. E come un cialtrone qualsiasi gli ho segnalato un refuso e lui, dall&#8217;altro capo del cavo di rete, probabilmente sorrideva compassionevole. La citazione di cui sopra è il mio modesto tributo datogli in quello stesso direct message.</p>
<p>Compratelo, leggetelo. E&#8217; scienza, funziona, e serve.</p>
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		<title>Quelli che sognano l&#8217;iPad</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 21:43:25 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Paranoie]]></category>
		<category><![CDATA[Quite real life]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Di mestiere faccio il venditore di sogni. Chi mi retribuisce inizia ogni frase con &#8220;vorrei&#8221; e io ho il compito di provare a soddisfarlo. Agli inizi non era proprio così, si riunivano in comitati d&#8217;azienda, o in gruppi di lavoro capitanati da menti devastate da teorie avveniristiche, poi mettevano la manina sul portafogli, ridimensionavano, storcevano le bocche e commissionavano a terzi incompetenti lo studio di progetti che mai vedevano la luce per via dei costi. Poi cominciarono ad avere seriamente bisogno della tecnologia, scesero in reparto e mi tolsero la ramazza di mano per farmi sedere con loro nelle interminabili riunioni dai temi più angoscianti. Presi subito una decina di chili.</p>
<p>Via via che si riduceva causa pensionamento il numero di eminenze grigie, diventava sempre più importante ogni mio balbettio, anche sommesso. Forse l&#8217;aver recuperato l&#8217;intero database dei dipendenti da un pc masticato dagli squali aiutò a dare credibilità alla mia professione. Non so, in una realtà non artefatta si sa benissimo che è impossibile ottenere credito con così poco, ma fra le accoglienti mura della mia ditta questo poteva accadere tranquillamente, per via soprattutto di un passato tanto movimentato, costoso e dai risultati, nel migliore dei casi, stravaganti. Nacque così la moda di dire &#8220;vorrei&#8221;, sapendo che al prezzo di un provolone si potevano ottenere prestazioni accettabili. Le riunioni si susseguivano, per fortuna sempre più brevi, mentre il tempo trascorreva minaccioso e subdolo e i &#8220;vorrei&#8221; cominciavano a farsi sempre più pretenziosi, al punto che dovetti farmi aiutare da un buon tecnico, tutto per me e per colmare la fame di nuovi progetti.</p>
<p>Da qualche tempo ho un incarico che prevede di presentarmi in riunione e dire &#8220;vorrei&#8221;, cercando accondiscendenza negli occhi di chi mi ascolta. Funziona, basta presentare il R.O.I. senza dar troppo peso alla lettera I. E poi, diciamolo, in un&#8217;azienda con tanti problemi evolutivi è facile mantenere fresco il proprio posto di lavoro, basta risolverne uno per volta, con calma e con risorse minime. Fatte queste premesse mi trovo da qualche giorno a dover affrontare un problema, quello di assorbire l&#8217;onda d&#8217;urto di un mercato in ripresa organizzando uomini e mezzi di metà fabbrica. No, spetta, così è troppo generico. Vado al dettaglio: voglio usare l&#8217;iPad in un sogno chiamato <em>e-warehouse</em>, il magazzino elettronico (scusandomi fin dal principio per l&#8217;abuso della <em>e-</em> e di un mal digerito inglese).</p>
<p>A dire il vero non ho mai preso in mano quell&#8217;aggeggio, anzi, credo di averne visto uno di sfuggita sulla scrivania di una splendida signora (e in certi casi non si bada agli aggeggi, non sono così nerd), ma ho incrociato la tecnologia Apple con la recente assegnazione d&#8217;ufficio di un iPhone4, e fatte le dovute proporzioni, credo di averne assorbito i concetti di base. Apple è un trend setter, se ne frega della concorrenza al punto di non averla, e sforna oggetti che fanno venire le lacrime agli occhi di gioia per quanto sono perfetti. Suppongo quindi che l&#8217;iPad sia la sublimazione di quanto di buono è stato sperimentato e commercializzato con l&#8217;iPhone. Ora, chi è soggetto ad attacchi di panico chiuda qui, ché è meglio, ma io sono intenzionato a portare l&#8217;iPad nel magazzino prodotti e piazzarlo sui mezzi di movimentazione, fra le manacce zozze e bisunte degli addetti.</p>
<p>Cosa va considerato?</p>
<p>- Il <strong>costo</strong>: mettiamo di adottare il giocattolone entry level, son sempre 500 euro a pezzo. Una cifra irrisoria rispetto ai 3.000 e oltre di un terminale mobile dedicato con su (sigh) Windows CE 5.0. Quindi è fattibile.</p>
<p>- La <strong>durata</strong>: parlo di durata strutturale, non di batteria (quella sarebbe connessa all&#8217;alimentazione del carrello). Vibrazioni, colpi, mani zozze, freddo, caldo, briciole di biscotti alla meliga. Non avendone mai preso uno in mano non so che sensazione dia in questi termini. Va detto che avrà la sua staffa di ancoraggio, da costruire in casa, ma questa non garantisce una riduzione delle sollecitazioni dovuta alla marcia del carrello. Incognita.</p>
<p>- L&#8217;<strong>alimentazione</strong>: bisogna inventarsi un adattatore dai 48 Volt del carrello agli (x) Volt dell&#8217;arnese, con un cavetto poco propenso a macinarsi al primo maltrattamento. Alimentatori di questo tipo so dove procurarmeli, il resto è sperimentazione e saldatore.</p>
<p>- La <strong>connettività</strong>: c&#8217;è una WLAN in tutto il magazzino (autocostruita, 6.000 metri quadri coperti, non ridere), l&#8217;iPad sarà sufficientemente reattivo? Stando alle prestazioni dell&#8217;iPhone direi di sì, che si connette anche a una vecchia Radiomarelli ad onde medie.</p>
<p>- Le <strong>applicazioni</strong>: qui viene il difficile. Scrivere applicazioni in Object-C non mi pare il caso, perché comporterebbe l&#8217;acquisto di un Mac e non intendo fare questo passo, non adesso, non a quei prezzi. Quindi o metto su un server web e converto le applicazioni in PHP con supporto di jQuery e altre amenità, oppure prendo un bel client per terminal server e uso le applicazioni esistenti in remoto. La terza opzione è la più rapida, ma esiste un buon client per iPad, stabile e reattivo? Non sapendolo, prendo in considerazione anche la seconda ipotesi, che però avrebbe risvolti drammatici trattandosi di sistemi eterogenei e assolutamente incompatibili fra loro (AS400 e SQL Server, tanto per fare qualche nome). Sarebbe risolvibile, magari sacrificando qualche funzionalità in real-time, ma a che prezzo? E da sviluppatore, garantisco, non sto parlando di moneta.</p>
<p>- Lettori <strong>barcode</strong>: come connetterli all&#8217;iPad? Non so nemmeno se ha una porta USB. Dici in wireless, eh? Non sono molto convinto, altre batterie, altri caricabatteria, altra roba che può cadere ed essere smarmellata sul pavimento sotto le ruote del mezzo. Altri costi, oltre tutto, quasi quanto l&#8217;iPad stesso.</p>
<p>- Il <strong>lato ludico</strong> dell&#8217;iPad: scommetto che è pieno di giochini e applicazioni che si connettono a internet e servono per fare di tutto tranne che lavorare. Non sono uno schiavista, anzi, in azienda fin dai primi giorni ho svolto un ruolo di primo piano nell&#8217;evangelizzare ad internet e agli aspetti creativi dell&#8217;informatica ogni grado e specie di collega, bipedi compresi. Ma in un&#8217;area vasta e poco controllata, chi mi garantisce che il giovinotto sul carrello non passi qualche oretta a giocare? La domanda vera è questa: si possono cancellare le minchiate dall&#8217;iPad?</p>
<p>In definitiva il mio &#8220;vorrei&#8221; inizialmente potrebbe costare meno di mille euro, cifra che per un progetto self made può essere assolutamente condivisibile e stanziabile. Quindi ho deciso, ci proverò, e se posso ne darò notizia, che magari a qualcuno interessa. Dal sogno della scrittura/lettura digitale (mi piace il <em>wreading </em>di gallizio) alla più prosaica realtà della micchetta quotidiana.</p>
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		<title>Le cose che non ti ho detto</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Oct 2010 19:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bestialità]]></category>
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		<description><![CDATA[Come pochi sanno, io ci metto un sacco di tempo a metabolizzare le situazioni. A tal proposito vorrei parlare del weekend trascorso a Riva del Garda, che è stato parecchio strano. Strano. Non ho altri aggettivi. Ho rivisto tante persone e ne ho viste ex novo altrettante, e in questo post (dai contenuti scherSosi, mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Come pochi sanno, io ci metto un sacco di tempo a metabolizzare le situazioni. A tal proposito vorrei parlare del weekend trascorso a Riva del Garda, che è stato parecchio strano. Strano. Non ho altri aggettivi. Ho rivisto tante persone e ne ho viste ex novo altrettante, e in questo post (dai contenuti scherSosi, mi raccomando, nessun s&#8217;offenda) volevo dire tutte le cose che non ho detto per timidezza o perché ero troppo ubriaco per dirle nel momento giusto.</em></p>
<p><strong>Elena </strong>(senzaaggettivi): non ti ho detto che stai benissimo con i capelli bruni (o neri) (oddio che diamine di colore era?). Però stai benissimo, e hai un sorriso che non ricordavo più (anche perché l&#8217;ultima volta che ci siamo visti non eri proprio molto sorridente, anzi, eri conscia di dover portare il tuo ragaSSo a casa ubriaco e quindi, ecco).</p>
<p><strong>Bloggo</strong>: ti ho visto rilassato e tranquillo, ti volevo prendere in braccio e portare a spasso per il paese, ma poi avrei scalfito il tuo à plomb svizzero.</p>
<p><strong>Brixie</strong>: mi sono dimenticato di dirti che sei bellissima (sulla tua birra invece credo di aver detto tutto a tempo e modo), e che come maneggi tu il settantadueedieci non lo maneggia nessuno.</p>
<p><strong>mc</strong>: alla fine non siamo riusciti ad ubriacarci insieme come promesso, o forse sì, non ricordo, ero ubriaco. Tu e Susan sembrate perfetti, peccato che sia lei a portare i pantaloni (tu, i bermuda, diobono, con le infradito) (vabbé).</p>
<p><strong>Sir </strong><strong>Squonk</strong>: nelle tre o quattro occasioni in cui ci siamo incrociati non sono riuscito a dirti quanto piacere mi facesse rivederti, ma eri fagocitato dalle fans sfegatate (Chettimar e la compagna Mae su tutti) e alla fine nemmeno una birra insieme. Vergogna.</p>
<p>il <strong>Many</strong>: se fossi mio figlio sarei fiero di averti allevato così bene. Non ti ho detto che hai fatto un figurone al writecamp, ma te lo hanno detto in così tanti che credo il concetto ti sia ben chiaro.</p>
<p><strong>Zio </strong>Bonino: non ti ho detto che ho toccato le tette a Maia, ma era per una nobile causa (ma forse ero ubriaco, non sono sicuro) (che fosse così nobile, ovvio). (La causa, dico).</p>
<p><strong>Maia</strong>: non ti ho detto che non ho detto allo Zio che ti ho toccato le tette, ma se tacciamo entrambi lui non lo saprà mai.</p>
<p><strong>Galatea</strong>: non ti ho detto che sei picciiiiiiiiiiiina (o forse sì, non ricordo bene, ero ubriaco). Che poi non ricordo nemmeno altre cose, cioè, tu sei quella che ha un blog erotico vero? Ti ho toccato le tette anche a te, vero?</p>
<p><strong>Gallizio</strong>: non ti ho detto che lasciarmi da solo sul palco &#8220;à cass de can&#8221; non è stato per niente carino, avrei avuto bisogno di una figura paterna al mio fianco proprio in quel momento. Vabbé. Il dramma è che non ero abbastanza ubriaco per farcela da solo.</p>
<p><strong>Mafe</strong>: non ti ho detto che sei bellissima, e che quando parli sembri proprio una persona intelligente. Peccato gallizio, ma vabbé, perdonata.</p>
<p><strong>Kobayashi</strong>: non ti ho ringraziato per le tue analisi serie e circostanziate sul mio modo di gestire a cazzo gli storpionimi. E di ciò che mi hai detto dopo la presentazione, che mi ha fatto piacere.</p>
<p><strong>Tostoini</strong>: non ti ho detto che sei bravissima e carinissima, esantoddio come facevo, con tutta quella gente, e con tutto quel che c&#8217;era da bere&#8230;</p>
<p><strong>Auro</strong>: amore mio, non ti ho detto quanto piacere mi ha fatto il ticket per partecipare all&#8217;aperitivo fashion, o forse sì, ma ero ubriaco, non ricordo bene.</p>
<p><strong>Vanz</strong>: non ti ho detto che CVLO che hai ad avere una compagna così, ma forse lo sai già di tuo.</p>
<p>Giulia <strong>Blasi</strong>: non ti ho detto che avevi un rossetto da paura, e che per colpa tua la parte finale della mia presentazione è stata la parte migliore, cioè, quella dove io tacevo. Però ricordo di averti detto che rifiutarmi su LinkedIn mi aveva fatto stare male, tipo dieci, dodici secondi, ecco.</p>
<p><strong>SogliaDiBronzo</strong>: non ti ho detto che i tuoi abbracci sono qualcosa di scombussolante per il fragile equilibrio ormonale di un vecchio orso come me.</p>
<p><strong>Sara </strong>Taricani: non ti ho detto che sei uno splendore, ma ho come scusa che ci siamo visti circa due minuti in tutto. E forse, dico forse, ero ubriaco, non ricordo bene.</p>
<p>Gli <strong>abominii </strong>clockwise, khenzo e azael: non vi ho detto la cosa più carina che mi è venuta in mente quando vi siete appollaiati al tavolino del bar. E non so se adesso vi interessa, ma iniziava con &#8220;Sodoma e Gomorra&#8221;, o qualcosa del genere, non ricordo bene, credo che eravamo tutti abbastanza alticci. E non vi ho ringraziati per avermi invitato al sabato sera alcoolico, ma io sono un po&#8217; così, con l&#8217;udito delicato.</p>
<p><strong>Teiluj</strong>: delle cosce te l&#8217;ho detto, degli occhi te l&#8217;ho detto, uhm&#8230; mi pare di non aver dimenticato niente. Ah no, la minigonna ascellare, robba d&#8217;altri tempi, ma le mie coronarie anche, cioè, stacci attenta, diobono.</p>
<p><strong>Palmasco</strong>: non ti ho detto che sei veramente un Palmasco, e che sfoggi cultura anche mangiando, cioè, cultureggi in posti dove io popolo bue di solito mi esprimo a rutti.</p>
<p>E comunque nessuno che mi abbia presentato <strong>Andrea Buoso</strong>, e io davvero pensavo che fosse bak.</p>
<p><strong>Sidgi</strong>: non ti ho detto niente, ma quando ti sei alzata da tavola per venirmi a sedere accanto, hai detto tutto tu. E poi mi sono dovuto andare a far la doccia, ciavevo &#8216;alori, ciavevo.</p>
<p><strong>Ciocci</strong>: che eri un comunista te l&#8217;ho detto, ma tu non hai detto niente e te ne sei andato. Non pensavo di essere offensivo. Scusami.</p>
<p><strong>Haukr</strong>: non ti ho detto che sei svalvolato, ma lo sai, credo. Però provati ancora una volta a toccare Galatea in mia presenza e ti asporto le braccine senza anestesia. (Mannò, dai, scherzo. Comunque tu verifica che io sia solennemente ubriaco, la prossima volta)</p>
<p><strong>Beggi</strong>: non ti ho detto che sei dimagrito, e che sembri un giovinotto, ma come facevo dannazione, eri circondato da donne di ogni ceto e censo&#8230;</p>
<p><strong>Livio </strong>e <strong>Chiara</strong>: non avevo niente da dirvi, quindi non ho dimenticato nulla. Ah no, ho dimenticato di prendere in braccio Chiara e portarla a spasso per il paese, e avrei anche potuto farlo, sicuro che non l&#8217;avrebbero scambiata per Bloggo. Ma sicuro sicuro eh.</p>
<p><strong>Fatacarabina</strong>: devo limitarmi. Scena: ore 8.30, in hotel. Mi alzo, mi lavo, mi vesto, scendo a far colazione. Ti mando un messaggio per sapere se scendi anche tu. Arrivi, mi baci in fronte senza dire una parola. E&#8217; stata la cosa più bella di tutto il weekend. E quel pirla del cameriere che faceva i sorrisini e faceva roteare le pupille.</p>
<p><strong>Emanuele</strong>, anecòico: non ti ho detto che mi avrebbe fatto molto piacere se ti fossi seduto al tavolo con me, in birreria, sabato sera. Ma la ragion di stato era più forte, capisco.</p>
<p>Mi vergogno di non essermi alzato per salutare <strong>Mantellini </strong>e <strong>Sofri </strong>(hai presente quando dici &#8220;ma tanto non sanno nemmeno chi io sia, non li disturbo&#8221;), i quali, da veri signori, si sono alzati loro e sono venuti a salutare me, facendomi sprofondare in un imbarazzo misto a orgoglio, e poi mi sono dovuto sorbire il perculamento della Fata che non credeva ai suoi occhi. Comunque anche la Regina Elisabetta ogni tanto saluta i sudditi, ecchediamine.</p>
<p><strong>Barbara </strong>e <strong>Veronica</strong>: non vi ho detto che siete dannatamente più giovani di come vi immaginavo, e che è stato un vero piacere avervi salutate. E non ero nemmeno ancora ubriaco, per dire.</p>
<p>Elena <strong>Delimyth</strong>: quasi non ti riconoscevo, anzi, non ti ho proprio riconosciuta (sorry), meno male che sei venuta tu e mi hai salutato. Ma forse ero ubriaco, spero che valga come scusante.</p>
<p><strong>Molengai</strong>: dai, il fatto che mi sia messo a ridere appena hai detto &#8220;molengai&#8221; non ha affatto ridotto la quantità di stima nei tuoi confronti, però anche te con sto plurk&#8230;</p>
<p><strong>Batchiara </strong>e <strong>Blondeinside</strong>: quello che <span style="text-decoration: line-through;">potevo</span> dovevo dirvi l&#8217;ho detto de visu, spero di rivedervi ancora.</p>
<p>E bon, probabilmente è tutto, ma siccome i momenti di lucidità sono stati pochissimi, sono certo di aver dimenticato parecchia gente. Che non se ne abbia, se mi verrà in mente qualcosa editerò.</p>
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