Archivi per la categoria ‘Scaccolamenti’
Divoro
la parte e il tutto
presciutto
a mozzi stonati
baguettes
fra calde omelettes
ti stufi
di uova di quaglia
deposte
come occhi di gufi
fra tranci
di tome di paglia
e veli
di bianchi tartufi
Basta!
mi portan la pasta
fra calici colmi
si tasta
prezzemolo
e alìci sì caste
scarpetto
le tracce rimaste
poi goccia
di quel passepartout
viatico
al fine ragout
Occhieggia
la seppia cogli ossi,
serpeggia
la ruta fra rossi
ravàni ad anelli,
campeggia
sul desco imbandito
scolpita
dal prode Talete
di burro
una bianca parete
Kalimba de luna
caramba, è l’una
patire, finire
le laute portate
financo a quella
che subito molce:
l’effimero dolce
Stride lo strudel
su strade di crème caràmel
Sette anni fa come adesso stavo in chat su IRC con il mio amico Gibson, e si parlava di prendere un dominio e di fare qualcosa sulla rete. Decisi i dettagli più grossi e il giorno successivo acquistai online uno spazio web, il mio primo vero spazio web (dopo vari cazzeggi su Geocities e su alcuni provider locali) per farci su qualche esperimento. Il dominio si chiamava nyft.org.
L’idea era di fare qualcosa di originale, non seguendo la moda del momento che erano i blog o le community. Gibson scrisse tutto il codice della piattaforma multiutente, insegnandomi il PHP e l’uso di MySQL. Io scrivevo merdate, che mi son sempre venute bene, le merdate, fin da allora. Contribuiva anche un nostro amico comune, Sukkopera, con la sua passione per i Depeche Mode, e poi se ne aggiunsero altri più o meno occasionali. Venne fuori un piccolo portale di informazione spicciola e di opinione, basate sul libero pensiero, da cui l’acronimo (not yet) free thinking. Facevamo un bel traffico con gli articoli su Slackware e sul networking for dummies, o con le ricette caserecce o con i post “a sensazione”. Poi venne estate e la scelta di non aver seguito la moda diede i primi frutti: chiudemmo.
Tralascio le varie vicissitudini passate negli anni successivi e vengo ai giorni nostri (sì, non è ancora finito, che palle eh?)
Questo post è per dire grazie ai circa trenta/trentacinque visitatori che passano di qui ogni giorno, ai quattro o cinque che commentano ogni tanto, alla decina di persone gentili che mi hanno linkato nei loro blogroll. E per dire grazie a coloro che portano sul Tumblr alcuni estratti dei miei scritti, o che mi mettono i like su friendfeed e commentano le cazzate che dico. E non mi pare giusto dimenticare che grazie a questo roito blog ho conosciuto un sacco di gente ottima, stringendo anche alcune amicizie molto valide e piacevoli.
Ora, per chiudere in bellezza, potrei fare una cosa a modo: non rinnovare il dominio e chiudere tutto quanto, accampando scuse tipo crisi del settimo anno, noia, scarsità di idee, mancanza di tempo. Magari lasciando un post conclusivo con l’elenco delle persone che mi stanno sui coglioni. Magari raggiungerei i 50 visitatori, anche perché non ne avrei molte di più da elencare. Oppure potrei fare un sondaggio online dove chiedo “chiudo sì o no?” e vedere le risposte e poi decidere in base a quelle. Tirerei su, che so, cento visitatori? Bah, no, esagerato.
Vabbé, i fatti sono questi: non chiudo e me ne frego delle statistiche. Ci fosse anche solo uno che viene a leggere le mie cazzate penso che valga la pena di continuare a scriverle per lui solo. O anche solo per un singolo, fottutissimo like su friendfeed, che son queste cose che mi fanno star bene e mi fanno pensare di non essere una bestia rara. Per questo singolo pazzo che mi legge o mi commenta o mi tumblera o mi laika io continuerò a scrivere merdate. Sperando che non lo rinchiudano in manicomio, quel singolo pazzo. In tal caso farei domanda per andare a fargli compagnia.
E’ la classica sera
che sarebbe bello
un tavolino nel dehor
con tre quattro amici,
birra come se piovesse
e parlar di donne et amori,
in pieno anelito di sbronza.
E dimenticarsi che domani
è un fottuto lunedì.
Due vecchi amici si incontrano dopo tanto tempo. Dopo un festoso abbraccio e i convenevoli di rito, uno chiede all’altro:
- “Senti, ma sei ancora vicepresidente di quella grossa ditta?”
- “Si, certo, perchè??”
- “Ecco, vedi, mio figlio si e’ appena diplomato e vorrei che si forgiasse e cominciasse a guadagnarsi qualche soldino. E’ un bravo ragazzo, te lo raccomando, magari puoi dargli una mano a farsi le ossa…”
- “Beh…potrei farlo entrare nel Consiglio di Amministrazione. Non deve sapere nulla di particolare, basta che sia presente quando lo chiamo e dica un paio di cazzate, 10.000 Euro mensili più le spese. Andrebbe bene?”
- “Cazzo!…cioé…no, troppi soldi, e un posto troppo importante. Non avresti qualcosa di più semplice, per cominciare? Capisci che è la sua prima esperienza di lavoro…”
- “Revisore dei conti! Deve solo trovare errori ai rapporti che gli passano e qualche altra stupidaggine. 7.000 Euro mensili piu’ vitto”
- “Sei matto? Qualcosa di più umile. Sta appena iniziando!”
- “Uhm…Vediamo…Direttore di Divisione! Un paio di ordini al giorno e rompere le scatole ai dipendenti. 4.000 Euro mensili più viaggi e altri benefit”
- “No, no, troppo troppo…”
- “Allora Direttore Marketing. 2.500 Euro mensili e non deve fare assolutamente niente: dare quello che gli chiedono e passare le carte che gli arrivano”
- “Ma possibile che non ci sia niente di piu’ basico, un gradino più basso, da cui iniziare la gavetta?”
- “Beh, l’unico posto che resta è quello dell’impiegato. Deve maneggiare con attenzione molta documentazione tecnica o finanziaria, lottare con i capi, coi Project Managers, coi clienti, coi direttori, con gli altri impiegati e spesso anche con gli operai. Deve fermarsi oltre l’orario senza che gli vengano pagati gli straordinari e deve lavorare come un mulo in modo che i suoi capi possano poi vantarsi dei risultati raggiunti. 1.000 Euro mensili e lavorare duro da 10 a 12 ore giornaliere, compreso il sabato mattina”
- “Ecco, sì, questa sarebbe una gavetta adatta per mio figlio!”
- “Impossibile. Mi dispiace. Deve essere laureato, possedere un master ed aver maturato almeno cinque anni d’esperienza.”
….
Il deficiente popola la superficie terrestre che neanche i moscerini dell’uva possono competere. Ho studiato un metodo per annientarli, ma ci vuole un po’ di savoir faire culinario e qualche ingrediente non proprio alla portata di tutti.
Ingredienti:
- mezzo kg di catrame denso
- due fette di lombo di scimmia con la dermatite
- una fetta di prosciutto di panda
- uno scalpo di un gerontofilo
- due cucchiaini di merda di topo delle piramidi
- una cassetta di porri
- una damigiana di trebbiano andato in acido
- un manico di piccone
- un litro di vomito di capra andalusa
Bene, una volta procurativi tutti gli ingredienti, buttateli dalla finestra (stile napoli), oppure se preferite versateli in testa a qualche tifoso interista che lancia i motorini dagli spalti; tenete soltanto il manico di piccone, brandendolo a due mani. Avventatevi in strada e cominciate a randellare il primo deficiente che trovate, accertandovi che, dopo averlo colpito ripetutamente, non respiri più.
Sì e no con la condizionale ve dovreste cavare benone, visto che certi mafiosi, rei di centinaia di omicidi, vengono trattati come signori…
Ho cercato su google “merda di tricheco” e non ho ottenuto alcuna risposta. Per cui scrivo questo post e domani sera provo a ripetere la ricerca per vedere se quei figli di scrofa dei bot hanno lurkato nel mio sito.
E comunque la merda di tricheco rimane una cosa decisamente utile ed insostituibile, checché se ne dica.
Tempo fa il mio amico Rataulùira mi passò un DVD con il meglio di Beavis & Butthead, noti personaggi animati e schiFofrenici della TV. Ricordo [cito a memoria, magari non con la massima precisione] una delle più belle battute di un episodio:
Preside: “La scuola sostiene chi pratica gare“.
Butthead: “Eh… eheh… ha detto cagare… eheh…”.
Questo episodio non ha fatto altro che sostenere ulteriormente la mia teoria dei barattoli.
The flyin’ Finn, l’unico pazzo ad aver vinto per cinque volte la Vier Schanzen Tournée! E mi raccomando, sabato e domenica prossimi (19 e 20 gennaio, per le bestie che non hanno il calendario) c’è la prima tappa dei trampolini di volo da Harrachov (CZE) con i salti dall’impressionante HS215, dove sono previsti voli fino, appunto, intorno ai 215 metri!
Grande Janne, sei nella storia. Sorridi, però, ogni tanto…
- Internet Explorer 7 fa CAGARE, ma Stronzilla non è da meno: oggi mi ha cancellato tutta la cronologia di navigazione senza che minimamente mi passasse per la testa di fare una cazzata simile. Fanculo!
- Gira che ti rigira, i regali di
NatalenAtale che avevo pensato non sono ancora arrivati: siamo in iTalia, un paesaccio di merda, sommersi dai rifiuti e dai comunisti e dai rifiuti dei comunisti, e dobbiamo andare a comprare i CD in Germania perché in itAlia non riesci a trovare un cazzo che non sia sponsorizzato (in ogni fogna d’autogrill del paesaccio trovi in bella vista quel rognone lesso di gigidalessio, ad esempio). - Nel frusinate (almeno, nel piccolo paesaccio in cui sono stato per 3 – dico – tre giorni) ho partorito i seguenti assiomi:
- là, la quantità di donne belle è direttamente proporzionale alle pattuglie di polizia: non ne vedi una manco a pagarla
- a chi dice che l’itaLia va divisa, non posso che dar ragione: là è un altro mondo, da noi sembra di stare in svizzera al confronto
- vedere tutta sta gente con montoni, bomber, colli di pelliccia, sciarpe al collo e [GUANTI] infilati mi ha fatto venire il voltastomaco: 3 giorni in maniche di camicia davanti agli sguardi attoniti dei meridions, da noi 15 gradi a gennaio te li sogni.
- Affondate quella cazzo di nave che sta portando i rifiuti in sardegna. Teneteveli voi i vostri rifiuti, razza di sottosviluppati: qui da noi ci sono 50 cm di neve, che facciamo, la portiamo in caMpania a smaltirla?
- In quella pantomima che è il tg5 pubblicano un sondaggio secondo cui le mafie straniere attecchiscono meglio nelle città del nord, mentre al sud non sembrano affatto interessate. Che diamine, laggiù non c’è più un cazzo da rubare!
Per molti motivi sento che sarà un anno del cazzo, oggi è quasi il 13 gennaio e io sono già stanco ed incazzato come se fosse il 3 agosto. Ho bisogno di aria, di arrotolarmi nei cazzi miei per ore intiere, di giocare a Fifa finché non ho male alle mani, di elargire al mondo immani quantità di bestemmie.
E che la neve davanti alla parabola decida di sciogliersi perchè non intendo guardare un’altra volta un solo minuto di canali merdraiset.
I tre Re Magi si incamminarono e giunsero presto alla capanna in quel di Nazareth Betlemme. Giuseppe, accortosi del loro arrivo, li invitò ad entrare.
“I miei omaggi, Divin Bambino” disse il primo, entrando a capo chino nella bassa e misera capanna, “sono Gaspare, ho portato con me un dono in oro per glorificare la Vostra Maestà”.
“Grazie, non dovevate disturbarvi, non meritiamo tanta generosità”, disse Giuseppe un tantino sorpreso.
“Salute a Voi”, disse Melchiorre, anch’egli a capo chino, vuoi per la scarsa altezza delle travi del soffitto, vuoi per il senso di prostrazione verso il Re dei Re, “ho portato con me in dono prezioso incenso”. E Giuseppe incrociò lo sguardo di Maria, attonita come lui. Insieme ringraziarono.
“I miei più servili omaggi, Vostra Maestà”, disse, ancora sulla porta, il buon Baldassarre, che il mal di schiena costringeva alla posizione forzatamente eretta, “Vi ho portato la.. “ – BONK! (testata nel trave) – ” ma porc…!! Che male! Cristo!!!!”.
Maria si voltò verso Giuseppe e gli disse: “Toh, che bel nome, potremmo darlo al bambino…”.



