Humour

Oi dialogoi (fine umorismo inglese)

A – Uè, fresco sposino, ciao, come butta?

B – Eh, siam qui, a te come va?

A – Niente male, ma dimmi, come va la vita coniugale?

B – Beh, non mi lamento, solo che non capisco una cosa, magari puoi aiutarmi, visto che sei sposato da molti anni…

A – Dimmi, se posso ben volentieri!

B – Sai, è una cosa un po’ delicata, un po’ mi vergogno…

A – Ma insomma, ci siamo sempre raccontati tutto, parla tranquillo!

B – Il fatto è questo: non credo di soddisfare appieno mia moglie a letto.

A – Occazzo! E da cosa lo deduci?

B – Ma no so, ce la metto tutta ma lei non pare particolarmente eccitata, insomma… non partecipa, ecco…

A – Ma dai, appena sposati! Dovreste girare sottosopra la stanza da letto!

B – Macché, mezze le volte mi pare di farlo con una morta… E’ così passiva, silenziosa…

A – Ma con le tue capacità amatorie dovresti farla urlare!

B – Perché, scusa, vuoi dirmi che tua moglie urla quando lo fate?

A – Urlare?? Ahahahah! La sentissi… strepita come un’aquila, arriva perfino a bestemmiare così forte che delle volte svegliamo i vicini di casa…

B – Ossignur, ma come fai a farla urlare così?!? Vorrei saperlo anch’io…

A – Niente di particolare, di solito appena abbiamo finito mi pulisco l’uccello nelle tende…

Un giorno un amico mi disse che a ridere troppo ci si piscia addosso

Mio cuggino mi ha mandato questa collezione di aforismi, e su certi mi sono soffermato un istante, pensieroso, prima di esplodere in risate convulse che chi mi ha visto ha pensato che mi ero appena spatolato la Jolie, e ringraziando il cielo la mia prostata funziona perfettamente.

Eccole filtrate e classificate:

“Oggi sono andato all’Ikea per comperarmi una mensola. Non  l’ho trovata e sono uscito con un salmone. Sono tornato a casa, l’ho aperto e, vaffanculo, era da montare!” (Claudio Batta) – Voto 9,5

“Quella del sesso è un’arte che non credo di possedere. Ieri una prostituta con cui ero già stato un paio di volte mi ha tirato fuori  la scusa del mal di testa”. (Mirco Zilio) – Voto 8

“Sai come fanno i cinesi a scegliere il nome da dare al  figlio appena nato? Buttano giù per le scale una scatola di chiodi, sentono il rumore e lo chiamano così”. (Giancarlo Bozzo) – voto 10 per la bastardaggine

“Una donna di 84 anni mi ha chiesto di aiutarla ad attraversare la strada. Io l’ho aiutata, però a quell’età dovrebbe iniziare a cavarsela da sola”. (Stefano Zaccarella) – voto 8

VIAGGIATORE: Quando parte ‘sto cesso di treno?
CONTROLLORE: Appena si riempie di stronzi. Salga.
(Gianni Ippoliti) – Voto 10

VERA: Per esempio… se Cristo suonasse oggi alla sua porta lei lo riconoscerebbe?
QUELO: Certo…
VERA: Come può esserne così sicuro?
QUELO: Il citofono è rotto da due anni.
(Quelo – Corrado Guzzanti) – Voto 10 anche se detesto l’intiera famiglia Guzzanti

Poesia (sei P)

Palpo
Prominenti
Poppe
Per
Puro
Piacere

Per pochi

La panchina del parco è sempre la stessa. C’è un orario della giornata in cui non ci sono coppiette, non ci sono mamme con i bambini bavosi al seguito, non ci sono maniaci sessuali in impermeabile.

Ci sono solo due vecchi amici, Toni e Bertu, piegati dagli acciacchi ma felici di poter ancora spillare quattro lire all’Inps.

T: Ciau Bertu, alura, cuma va?

B: Eh, le primavere pasun sensa che t’n'acorsi…

T: Dì, Bertu, ‘t ricordi quanda ij’erun giù?

B: Eh, bei temp, sempre sta panchina eh…

T: Eh già.

[qualche minuto di silenzio]

T: Dì ‘n po’ Bertu, t’ricordi quanda fasiun le gare?

B: Oh, cuntach, me ricordu sì, ah che bel, che beij temp.

[altro silenzio, si sente solo un moscone che ronza nei paraggi]

T: Bertu, fuma na gara?

B: Ohi, Toni, ses venü’ mat?

T: Perché, l’as pau?

B: No, figürte, l’è che l’uma pì nene ‘l fisic ormai.

T: Oh, dai, forsa, fuma na gara a chi spüva pì luntan?

B: No dai Toni, sas… la dentiera, ij pulmun… no no…

T: Mmpf…!

[silenzio]

T: Berto!

B: Ohi, dime!

T: Fuma na gara a sauté le panchine?

B: Ma lasa perdi, la siatica me turmenta, e anche ‘n po’ d’artrite… per carità!

T: Bah…

[silenzio]

B: Toni!

T: Ohi, dime!

B: Fuma na gara a chi pisa pì luntan?

T: No dai… cioé, beh, eh quanti ricord, eheheheh…

B: Eh, vist che ses cuntent? L’è che ‘t ricordi pì nen tant bin, che vagnavu sempre mi!

T: Ah, badagu, ti ‘t perdii sempre!

B: E alura dai, fuma sta gara?

T: Va bin, fumla!

[I due si alzano, si posizionano spalle contro spalle, concentrati al massimo]

B: Alura, al me TRE tacuma, d’acordi?

T: D’acordi!

B: ün, dui, … tre!

[religioso silenzio]

B: Toni….

T: Dime, Bertu.

B: T’lai fala?

T: Sì

B: N’dua t’lai fala?

T: ‘N s’le scarpe.

B: Alura t’ai vagnà ti….

Illuminazioni

Quando il giovane Mozart mise le mani sulla tastiera del pianoforte ed improvvisò un pezzo molto tecnico, gli amici esclamarono “Poffarbach!”

Chiama il tecnico…

CiaoUgoPerFavoreAvreiBisognoCheMiCambiassiLaTastiera
CheNonMiFunzionaPiùLoSpazioMaL’InvioSì

Minimalismo

Il buon Stark (il figlio di primo letto di Stefano Andreoli) ha trovato un modo per riempire qualche byte del server dove parcheggia il suo blog. E lo ha fatto con qualcosa che stasera mi ha raddrizzato una giornata di merda.

Lui sì che è davvero avanti….

Lacrime agli occhi

Io non reggo, io mi commuovo come un bambino quando vedo certe scene:

:minchia:

Virgolette

- da un concorso di fotografia appena indetto dalla FAO

“I fotografi in cerca di ispirazione troveranno abbondante materia da ritrarre nel mondo della patata”(Tratto da Punto Informatico)