Ah no, niente
Volevo solo dirvi che è uscito il Post sott l’Albero. Eggià.
Donne (parte prima)
Donne ce ne sono tante. Hanno forme diverse, colori diversi, gusti diversi. Parlar di donne è sempre pericoloso, sempre. E’ come entrare ubriachi in un campo minato, bendati, di notte, con la nebbia. Un buon approccio, guidato da inconsueta saggezza, implica il saper schivare determinati argomenti, oppure parlarne solamente se interrogati, evitando cautamente di esprimere con chiarezza le proprie opinioni qualora contrastino con le loro. (Non è vero, ma a volte funziona).
Le donne sono tante e, mi si fulminasse l’abat-jour se non è vero, sono tutte belle. Ognuno ha la bellezza che si meritava qualcun altro, son solito dire, ma non si applica in questo contesto. Per le donne è diverso, loro sono tutte, ma proprio tutte, belle. Ché la bellezza non può essere omologata, ridotta a schemi e a modelli, secondo me.
Le donne sono tante, come gli uomini, anzi di più, dicono le statistiche.
Le donne riservano sorprese bellissime, san far ridere, piangere, o riflettere. Tipo quando se ne escono con frasi come questa:
hai una quarta coppa c??? minchia. mia madre quando ha spartito il seno tra me e mia sorella ha dato a lei le tette ed a me la simpatia.
Sì, io le amo tutte, le donne. Con buona pace di chi potrà considerarmi un paraculo.
Sui Caduti
Paolo Nori nello splendido “Spinoza” dice una cosa, riferendosi al quattro novembre, che secondo me sta benissimo anche il 25 aprile, o il primo maggio, o l’otto marzo:
Onore alla memoria dei caduti. Prima li fanno cadere, dopo organizzano le pantomime. Non era mica meglio se non li facevate cadere, deficienti?



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