Retrocomputing - Capitolo III - Lo Sharp Pocket PC 1401

La V ginnasio fu un disastro. Non in termini scolastici, piuttosto al riguardo del coinvolgimento informatico del sottoscritto. Un compagno di scuola estroso e, per sua fortuna, di famiglia abbiente, era solito portare a scuola le più strane invenzioni tecnologiche. Sovente, durante le lezioni, era con lo sguardo rivolto verso il basso e le mani sotto al banco, mentre scartabellava con qualche aggeggio o pasticciava con penne strane ed agendine colorate. Un giorno l’insegnante di storia lo riprese sorridendo e gli disse: “Ma cosa hai sempre da fare sotto a quel banco, sembri un criceto!“. Fu la sua rovina, per tutti divenne Cricy ed ancora adesso è conosciuto come tale.

Cricy si fece in parte coinvolgere da me e Norberto nel mondo dell’informatica, e rimase contagiato anche lui da quella strana malattia che ci stava invedendo il cervello. Norberto disse che con un computer piccolo piccolo durante i compiti in classe si sarebbe potuto avere ogni soluzione, per lo meno dal punto di vista matematico. Lui la prese come una scommessa e si procurò un computer piccolo, davvero piccolo per quell’epoca. Si trattava dello Sharp Pocket PC 1401, poco più grande di una calcolatrice, con il display LCD a matrice 16×1 e la tastiera alfanumerica. Era dotato di un basic semplice ma funzionale, ed era in grado di memorizzare ben 4 kBytes di istruzioni e di tenerle in memoria anche dopo lo spegnimento. Fu amore a prima vista.

Fuori dalla scuola, il sabato e la domenica divenne una croce. Un amico aveva comprato il Commodore 64, e, conscio di non essere in grado di farlo funzionare con le sue sole forze, mi coinvolse nel problema, e presto divenne la mia attività principale di ogni istante libero della mia vita. Io smanettavo il suo PC, lui frugava nel cestone della roba di suo fratello per cercare gli Albo Blitz con le donne nude e poi partiva in bagno a smanettarsi qualcos’altro. Credo di essere stato uno dei compagni di gioventù più noiosi in assoluto, perchè per me l’informatica era diventata una cosa seria e non mi permetteva distrazioni.

Torniamo a scuola. Il lunedì mattina mi portavo libri, manuali, appunti e codice scritto su fogli quadrettati, da poter provare sul Pocket non appena lo avessi avuto disponibile. Ormai dedicavo anche le ore di studio a fantasticare su programmi innovativi con musica e grafica, oppure sistemi per fare le fatture o compilare la schedina del totocalcio. Passò la V ginnasio, e nell’estate dovetti partecipare ad un campeggio obbligatorio (frequentavo una scuola di preti, TUTTO è proibito, TUTTO è obbligatorio). Riuscii a portarmi dietro il Pocket, che ormai, visto il disinteresse di Cricy, divenne praticamente mio. Fu durante il campeggio che toccai il fondo, al punto che fui richiamato dal vicerettore (un gran somaro) per la mia totale estraneità ai fatti del campeggio. Io però ero concentrato su una cosa folle: scrivere un gioco sul Pocket. Creai così il Bowling, una pazzia allo stato puro. I 4 kBytes mi bastarono appena appena, ma il gioco entusiasmò i miei compagni di campeggio e fece tirare fuori musi sempre più lunghi al vicerettore. Fu un successone: premevi la barra spaziatrice, la palla partiva da sinistra verso destra, dove erano i birilli in fila (3), e in modo del tutto random ne buttava giù uno o più a seconda di cosa gli frullava per la testa.

Venne la I liceo, e io me ne andai. Non è un gioco di parole. Nel dicembre del 1986 convinsi finalmente mio padre a comprarmi un PC, e la mia scelta volse all’indimenticato Commodore 128. Quello fu il colpo di grazia. Norberto lo acquistò col drive per i floppy, Cricy nel frattempo si era preso il Commodore 64 con il drive 1541, io andavo di cassette ma i weekend diventavano un correre di qua e di là con il Califfo Giò color turchese e la sella lunga da stra-tamarro per poter usare i programmi su floppy dai miei amici. Sovente portavo a Cricy la mia stampante, la MPS 803, per avere in cambio il suo drive 1541 e fare finalmente qualcosa di serio. Tutto questo mi allontanò dallo studio, perchè ormai non me ne fotteva proprio più nulla dello scisma anglicano, della Divina Commedia, di quella pagliacciata prolissa ed indigesta dei Promessi Sposi, e soprattutto di quella merda della geometria analitica che mi faceva davvero venire i conati. A fine anno fui rimandato in Latino ed Italiano, e devo ancora andare adesso a dar l’esame di riparazione…

Ah, dimenticavo, il Pocket PC ce l’ho ancora adesso, l’ho tenuto come una reliquia in ricordo di quei bei tempi andati.

Lo Sharp Pocket PC 1401

Technical specifications:

* CPU: Hitachi SC61860 (8-bit CMOS), 576 kHz clock frequency
* 4 KiB RAM (Two 2?×8 CMOS Static RAM HM6116 chips)
* 40 KiB ROM (SC613256 chip)
* Display: monochrome LCD 16 digits (5×7 pixel) in 1 line (Controlled by SC43536 chip)
* Integrated speaker
* Keyboard: 76 keys
* 11-pin connector for printer CE-126P and floppy controller CE-140F
* Powered from two CR2032 batteries, power consumption less than 0.03 W
* Size: 170×72x9.5mm, weighting around 150 grams

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