Stamattina mi sono svegliato alle 10, con un mal di testa da competizione e lo stomaco che pareva appena uscito da un tritadocumenti.

Preso contatto con la realtà, per quanto possibile in quel momento e in quelle condizioni disperate, mi sono reso conto di aver fatto un sogno bellissimo. Ero infatti seduto a tavola, in casa mia, con tre amici venuti da lontano (tranne uno), e si stava facendo cena. E più si andava avanti con la cena e più i discorsi fra di noi diventavano profondi, intensi, e gli argomenti toccati spaziavano in tutte le direzioni dello scibile, e io che non sono una cima ascoltavo queste piacevoli dissertazioni con un sorriso ebete stampato sulla faccia e ogni tanto intervenivo per dire una cavolata, suscitando ilarità e commenti compassionevoli da parte dei miei commensali.

Il sogno era bello, c’era un bel clima di festa, la tavola imbandita e tanta allegria. C’era Alessandro che mi faceva suonare la batteria su un iCoso che non ricordo bene, e Stefano che si toglieva le scarpe e giocava col mio cane, e Mauro che mi dava il ritmo, schioccando le dita, mentre cercavo di raccontare una barzelletta blasfema. E mi pareva persino di sentire il gusto dell’arrosto, e notavo che la fetta era più morbida e gustosa da un lato, e più asciutta dall’altro lato.

Poi il sogno si è fatto più sfumato, come in un fade-out cinematografico molto molto lento, e la luce man mano diminuiva di intensità, e i discorsi divenivano sempre meno profondi e gradualmente si trasformavano in barzellette sconce. La sensazione di rilassatezza prendeva il sopravvento sull’ansia, quella isterica apprensione che vivi quando ambisci a preparare una festa perfetta, e poi, fra i fumi dell’alcool, tutto terminava in un abbraccio collettivo seguito da incoscente sonno liberatorio.

Stamattina mi sono svegliato alle 10, con un mal di testa da competizione e lo stomaco che pareva masticato da uno squalo. Ero convinto di aver fatto un sogno bellissimo, poi ho acceso il computer e ho trovato su internet la foto del mio cesso.

P.S.: grazie, davvero, di cuore.

7 Commenti a “Certe cose non hanno prezzo /2”

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  • Hotel Ushuaia: Si definisce “una da prendere a piccole dosi”.
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