Passioni perverse
Allora, c’è un mondo strano là fuori, e questo mondo è pieno di pazzi. E più sono pazzi e più ci provo gusto nel leggerne i racconti sui loro blog. Sì, perché tutti i pazzi hanno un blog, oppure, tutti i blogger sono pazzi. Sia come si vuole, i pazzi sono creativi, hanno passione, ed i blogger la manifestano scrivendo di sé, di se, di ma, di mah.
Io non posso definirmi blogger perché a) non sono comunista, b) non ho nessuna voglia di approfondire le questioni esistenziali/politiche/internautiche legate a temi attuali o quasi e c) non so più scrivere. O meglio, la passione di scrivere non ce l’ho più. Da giovane ho avuto qualche carta da giocare, ormai mi è rimasto il due di bastoni e non vai molto lontano con il due di bastoni. Ho anche perso l’abitudine di leggere libri, e quindi di togliere la sete perenne della mia indole creativa.
Però la passione, quella metempirica, quella di per sé, ce l’ho ancora, solo che la manifesto in cose più perversamente tecniche. E se mi va bene, quando esco dal lavoro ho il sorriso sulle labbra, anche il lunedì. Cioé, tutti quando escono dal lavoro hanno il sorriso di chi può finalmente sgonfiare le palle, ma io c’ho quello di chi ha fatto qualcosa di grandioso, in certi giorni. Che la mia passione la posso anche irrogare in ufficio, mica pizza e fichi…
Comunque, oggi ho scritto un modulo di classe per creare i barcode 128 (versioni B e C) su stampante. Già, manco fosse una novità. Solo che non ho usato niente di esterno, nessun font, nessun barcode precaricato nella rom della stampante. La mia è una routine “anyhow, anyway”, ci metti una merda ad aghi del ‘95 e va, ci metti una laser nata ieri e va. Pensando che un OCX di questo genere costa fra i 100 e i 300 euro, beh, la mia pagnotta me la sono guadagnata. Mi sono anche guadagnato un buono per un auto-sorriso.
Ecco qual’è la mia vera, profonda passione. I bei racconti, le magie letterarie, le seghe mentali, tutto questo lo posso venire a vedere su Internet, suoi vostri splendidi blog. Io creo codice, e sorrido pure nel farlo.
Sulla mia lapide farò scrivere ‘<EOF>’ vicino alla data di morte.