Paralisi

E’ questa la sensazione che ho quando stanno per finire le ferie. Specie se conscio di non aver fatto nemmeno un decimo di quanto mi ero programmato. Specie se non l’ho fatto perché, pur con due stipendi in casa, non avanzi più un gran che a fine mese (e questa è la cosa che mi fa più incazzare). E mi fa ancora più incazzare il fatto che amo sì la pioggia, ma avevo appena rimesso in piedi il rampichino e praticamente non l’ho potuto usare causa clima.

Vabbé, in compenso ho aggiornato Wordpress, ho sistemato la sidebar, ho creato la gallery e ho guardato un sacco di film (di cui ho reso conto nella sidebar). Ho letto anche un libro, cosa che non mi capitava da tempo. Domani è l’ultimo giorno di pace e tranquillità, guarderò Montecarlo, Le Mans e l’ultima giornata del campionato più fasullo del mondo.

Tornando al discorso soldi, non so se è solo una mia impressione, ma mi pare che tenere in piedi una famiglia sia diventata un’impresa a rischio. Forse è sempre stata un’impresa, ma ricordo tempi in cui ero da solo a lavorare, avevamo i debiti del matrimonio e l’affitto da pagare, eppure ce la siamo sempre cavata, io e mia moglie. Io facevo l’operaio, prendevo 1 milione e 200 mila lire. Qualche tempo dopo lei guardava due bimbi per 15 ore alla settimana (e per meno di 300 mila lire al mese, a contributi pagati) e ci arrabattavamo alla meno peggio. A Natale, la festa di Santa Tredicesima, avanzava qualche spicciolo per fare e farci dei regali.

Adesso lavoriamo entrambi, viviamo in casa nostra, abbiamo quattro cani, un’auto a testa; viviamo sì con più margine di una volta, ma per arrivare a fine mese senza calarci le braghe dobbiamo sempre dormire con un occhio aperto. Ormai campiamo a budget annuale, con una dettagliata proiezione mensile di bilancio per capire quali sono i mesi a rischio. Si cerca di pianificare la vita futura sapendo che, se non si ritagliano quattro lire ogni mese per gli imprevisti, difficile che si riesca a non far uso di forme di usura moderne tipo la Mastercard o cose simili.

Già, perchè a quanto ne so, ormai quasi tutte le famiglie sono costrette a rivolgersi al credito al consumo, la più subdola forma di illusione, la peggior droga virtuale. Basta uno straccio di busta paga e il non essere socio della lista nera in centrale rischi finanziari, e in poche ore hai una carta di credito con su un malloppo che va da 2.000 a 5.000 euro: e restituisci tutto in microrate, paghi fra sei mesi, TAN 8,5% (l’inculata del secolo), un vero affare (per chi la eroga). Se provieni da mesi di musi lunghi perché vorresti molte cose che non puoi permetterti con il tuo reddito (also known as: cinghia), appena hai in mano la carta magica ti svalanghi tutto il credito per la gioia della finanziaria erogante. Nessuno che ti fa domande, al massimo una carta d’identità, i negozianti ti sorridono e tu ti senti veramente felice per un istante. Arrivi a casa con il microonde nuovo, il cellulare col blutùt, il 32 pollici al plasma in offerta, ti prendi finalmente quell’orologio dopo anni che lo guardi in vetrina. Chissenefrega, pagherò a rate….

Passato il furore della novità, dopo un mese inizia a bruciare il culo. Arriva il bollettino da pagare e ti viene un coccolone: 250 euro di rata! Ma cazzo, le microrate, il TAN, eppure il tipo mi aveva detto che… Leggi i dettagli, scopri che il TAEG applicato arriva a cifre mostruose (un amico mi ha fatto vedere l’estratto della sua carta al consumo, arrivava al 21%), ogni rata ha delle spese di incasso allucinanti, e poi ci sono le spese accessorie di emissione bollettino ecc… ecc… E poi guardi il dettaglio di cosa hai comprato (che manco te lo ricordavi) e scopri che ti sei divorato 4.000 euro in due settimane senza accorgertene. Ti dai del coglione almeno trenta volte, sia per le cazzate che hai comprato che per non aver ascoltato la tiritera del tizio, poi vai al primo bancomat, prelevi i 250 con la stessa carta (tanto ciò ancora 1000 euro di credito) e paghi la rata. Una roba allucinante.

Se ti va bene, in media ci impieghi 30 mesi per rientrare dell’assurda cifra. E fai cinghia per pagare. E quando hai pagato, invece di tagliare a pezzi la carta, ti ritrovi con tre anni di sacrifici alle spalle (per pagare due settimane di follia) e hai la lavatrice rotta, e in dieci minuti di follia ricominci da capo. Purtroppo queste cose le conosco perché ho conoscenti che le hanno vissute realmente e mi hanno fatto vedere gli estratti conto. Da piangere. Personalmente ho comprato un frigorifero con le rate, perché quello si rompe quando gli pare, non aspetta te se c’hai i soldi o no. Ho sentito anche io la voglia di svalangare, ma ho subito chiuso la carta in un cassetto e l’ho lasciata lì a fare la muffa, era troppo pericolosa. Curiosamente, senti il bisogno di comprare molte cazzate solo quando pensi di avere i soldi per comprarle, prima non te ne accorgi.

Comunque, per concludere questo lungo post, sostengo senza ombra di dubbio di essere ignorante, ma faccio ancora un calcolo con uno dei meravigliosi strumenti sul web (sul sito di una finanziaria). Voglio comprare la camera da letto, 5.000 euro, in 36 mesi. Mi calcolano una rata di 166,10 euro al mese. Moltiplicato per 36 mesi fanno 5.979 euro e rotti. IL TAEG finale è dell’11,15%. Ma i 979 euro di interesse sono il 19,58% dell’importo iniziale! Perché non ti dicono chiaramente “Ocio, a fine operazione ti ciulo esattamente 979 euro in più, ovvero il 19,58% di quanto ti presto”? O forse te lo dicono, ma devi essere un banchiere per capirlo? La calcolatrice non mente: 979 / 5000 * 100 = 19,58 %. Tutto il resto è una presa per il culo, a mio modo di vedere (da ignorante bifolco).

Basta, vado a dormire, sono riuscito a rovinarmi il fegato anche stavolta.

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Links (und warum)
  • Gibson: Un ingegnere, un perché… il migliore amico dell’uomo :)
  • JuWorld.net: Dicono che sia la più grande squadra del mondo… ed hanno ragione.
  • Hotel Ushuaia: La compagna ideale per una sbronza triste, ma anche di una sbronza allegra, insomma se la sgnapa la porta lei… ti xe ciavà.
  • Mauro Gasparini: “Sono a metà strada, stessa distanza dal punto di partenza e di arrivo, ma ho idea che non ho idea di dove sono”.
  • E io che mi pensavo…: Eio è il sellino della tua bici, è il pigiamone del tuo unico neurone, è la brace che cade nella padella.
  • Webcam a 2000 mt.: Webcam sul Santuario di S.Anna di Vinadio
  • Stark: Perché no?
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  • Il Proeta: Imperdibile, imperdonabile Proeta
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  • Karim Blog: C’eravamo una volta io, Gibson e lui su IRC a fare i coglioni….
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