La differenza

Prologo Situazione n. 1: è l’89°, Inter - Liverpool, Suazo si lancia verso l’area, due metri prima del limite il difensore del Liverpool lo contrasta (regolarmente) e Suazo va a terra, il gioco prosegue.

Situazione n. 2: 13° del primo tempo, Inter - Reggina, Valdez appena fuori area tocca il piede d’appoggio di Cambiasso che sviene a terra, l’arbitro fischia rigore (inesistente).

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Cara Inter, io stasera non ho voglia di festeggiare, anche se sei uscita meritatamente dalla Champions. Non festeggio, anzi correggo persino il titolo della categoria a Te dedicata, togliendo l’indelicato “squadra di merda” e mettendo “squadra sfigata”. Sfigata perché stasera proprio non voleva saperne di entrare, e quando è così non c’è santo che tenga. Sfigata perché Burdisso forse non meritava di essere buttato fuori per un fallo non cattivo. Sfigata perché vivi nell’autoconvinzione di essere una corazzata imbattibile e nessuno (salvo il risultato delle partite come quelle di stasera) Ti viene a dire con la sincerità necessaria che la realtà è diversa, meno “rosea“, mentre la mancanza di autocritica non fa che rafforzare le Tue errate convinzioni.

Ti scrivo con toni che mai mi sarei sognato prima d’ora, perché stasera uno Sportivo che tal si possa definire deve riconoscere in piena onestà che sei uscita dalla Coppa per immeritata sfiga affrontando l’onere della sconfitta senza mancare di dignità e decoro. La scelta del tono amichevole è dovuta proprio a questo particolare significativo: finalmente a S.Siro non si sono viste scene come la caccia all’uomo di Valencia o i razzi sul portiere avversario, e tutti si sono comportati in maniera civile ed educata. Lo stadio ha tributato l’applauso finale allo spettacolo, anche se la ridda di fischi ingenerosi all’uscita di Vieira ed Ibrahimovic, seppur trascurabile, è stata decisamente discutibile. Il primo passo verso il prestigio è imparare a perdere.

L’introduzione serve per invitarTi ad una riflessione. Nelle competizioni europee, come assaggiato a Tue spese, c’è un metro di giudizio molto meno accondiscendente verso di Te (e le espulsioni ne sono la prova) e sicuramente gli arbitri non si sentono in dovere di regalarTi un rigore inesistene ad ogni partita. L’esempio del prologo è ovviamente una provocazione, visto che nessuno ha protestato per il mancato fischio dell’arbitro, ma in italia siamo sicuri che non sarebbe potuto diventare un rigorino, visto quello ridicolo fischiato contro la Reggina* sabato scorso?

Probabilmente questa situazione è ancora più accentuata dalla morbosa attenzione che la stampa riserva ad ogni Tua partita, quando ogni cadeau viene sottolineato e riportato su tutte le testate, o almeno su quelle obiettive; dettagli, però, che non vengono trascurati fuori dalla povera italietta. La fama, conquistata a suon di favori arbitrali, di “squadra propiziatrice di regalie” fa il resto. Così succede che un arbitro europeo, sereno e con la coscienza a posto, si tiene ben alla larga dal farTi omaggi, soprattutto in Champions, anzi probabilmente subisce una forma di sudditanza inversa che lo porta ad eccedere in senso opposto.

In buona sostanza, ciò che si semina si raccoglie. Sei diventata vittima del sistema che hai contribuito a creare. Magari non Tu direttamente, che hai cent’anni sulla gobba, ma coloro che tengono le corde della Tua borsa e che dovrebbero difendere la tua onorabilità.
Da Sportivo Ti chiedo di pensare per un istante: vale davvero la pena bruciarsi in Europa in ragione di un “vizietto” che tanto Ti fa comodo in italia? Sei sicura che tutti i favori arbitrali che hai ricevuto e ricevi in campionato (oltre che gli scudetti regalati a tavolino e quelli vinti con gli avversari gambizzati) facciano di Te una squadra imbattibile? Sei sicura di averne davvero bisogno, e di volerli per davvero? Non pensi che sarebbe molto più divertente battere gli avversari con una vera prova di forza e con un arbitro non condizionato dal “potere” che ti circonda? Rifletti, Inter, mentre saluti il tuo allenatore che ha appena dichiarato di volersene andare (ci spero, per Te e per i Tuoi tifosi).

Digerita la disfatta, il prossimo passo verso l’Onore sarà quello di restituire lo scudetto avuto in regalo dal Gent.mo Nuovo Consulente della Ifil Avv. Guido Rossi. Non alla Juventus (che non credo abbia intenzione di mendicarlo, ed alla quale peraltro andrebbe restituito quello n.29, mai oggetto di processi fasulli), ma tutt’al più alla Roma, che comunque era arrivata seconda in campionato davanti a Te. Magari chiedendo scusa per aver preso ciò che non Ti spettava affatto. Questa sarebbe vera onestà, questo Ti farebbe davvero Onore. Pensaci, con calma, dormici sopra. Le alternative non ci sono, l’unica strada verso il prestigio è quella di dimostrare di meritarselo. Certi valori si guadagnano sul campo, e non nei tribunali improvvisati.

Con sincerità,

Sba (il Tenutario di NYFT).

* Nota: la Reggina, contro la Juventus, si era propiziata di una serata di beneficenza di Dondarini, scampando a ben quattro rigori netti non fischiati. Oggi le dai, domani le prendi: il dio con la bilancia esiste e ci vede benissimo.

One Response to “La differenza”

  1. gib Says:

    non sono proprio d’accordo: sono una squadra di MERDA!

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