Far tardi
Oggi non volevo far tardi, il messaggio era chiaro, la zia era ormai arrivata all’ammazzacaffé. Ho mollato tutto e sono corso da lei, e sono arrivato tardi, di poco. La nera signora, la padrona del ristorante, quella col mantello e la fottuta falce, era già andata via e l’aveva lasciata lì, con gli occhi chiusi e il viso spento. Il grande banchetto della vita finisce sempre nello stesso modo, per tutti. Passiamo alla cassa, paghiamo il conto e ce ne andiamo. E chi resta troverà altre sedie vuote.





“…Car, enfin, la Camarde est assez vigilante,
Elle n’a pas besoin qu’on lui tienne la faux…”
Siamo in lista d’attesa da quando nasciamo. L’importante è non annoiarsi troppo nel frattempo. Un abbraccione.