Io ho paura

Guardando Gran Torino ho visto in Clint Eastwood diverse cose tipiche del mio carattere, con la differenza che lui aveva le palle e io no. Io sono uno di quelli che ha paura, non sono mai stato temerario né imperturbabile. Il timore di commettere degli errori mi ha sempre costretto a fare profonde analisi valutando infinite casistiche, e forse questo difetto mi ha salvato la buccia fino ad oggi. Da ragazzino avevo un motorino monomarcia, e come tutti i coetanei anch’io avevo forato la marmitta perché facesse più rumore, ma non troppo perché ho sempre temuto di vedere sbucare la paletta dei vigili e di dover dare spiegazioni a mio padre. Certo, poi, aver limato il collettore non rientrava nelle cose rumorose e quel coso faceva gli 80, ma questa è un’altra storia.

Dicevo, la paura. A 17 anni comprai la mia prima moto, un trial, e facevo cose che adesso mi vien freddo a pensarci, tipo 250 metri in impennata in piedi sulla sella, o far partire il motore al contrario per andare in retromarcia, e quante volte la duecavalli alla pista da trial ha sentito le botte del paracoppa mentre ci salivo sopra. Risultato: in 5 anni mi sono sbucciato un mignolo cercando di tenere il manubrio che non toccasse terra malamente dopo l’ennesima impennata, e non dover dare spiegazioni a mio padre. Poi ho comprato un 500 da enduro, una già abbondantemente navigata Yamaha XT 500, e in Roya la tenevo dritta piegando solo il corpo per via degli ammortizzatori stile carro funebre. In 3 anni un livido al ginocchio causa rinculo della pedivella mentre la accendevo. Ma ormai avevo 21 anni e non dovevo più dare (tante) spiegazioni a mio padre.

Fin da ragazzino ho amato la montagna, e ho studiato a memoria ogni minimo particolare delle imprese raccontate da Chris Bonington, Frison-Roche, Doug Scott e Walter Bonatti. Al punto che ogni singolo istante libero della mia vita era alla ricerca del canalone perfetto, del pilastro più esposto, del nevaio primaverile più verticale. Ma son più le volte che ho abbandonato per la paura che non quelle in cui mi sono spinto oltre. Al mio secondo tentativo sul Monviso mi persi nella nebbia appena sceso il colle delle Sagnette, e l’odore della paura, con l’avvicinarsi dell’oscurità, mi fermò sull’orlo di un precipizio di 120 metri. L’odore della paura, proprio quello. Il mio compagno di gita sosteneva di proseguire prima del buio, e io gli dissi di aspettare, che col far della sera il rifugio avrebbe acceso i generatori e avremmo potuto orientarci con il rumore da essi provocato. E funzionò. E poi dovetti dare spiegazioni alla mia fidanzata, parecchie, perché dalle 2.30 del mattino mi vide arrivare alle 23.00 a casa con gli occhi di uno che ha visto i draghi.

La mia paura mi ha fatto abbandonare la scuola a 16 anni, perché per timore di dover affrontare il cambio d’isituto e di dover viaggiare in treno per andarci ho preferito lavorare. E non so come fosse andata, cioè lo so, perché da quella scuola me ne andai con la rabbia nel cuore, condannato per aver manifestato le mie opinioni. E a 16 anni ci sono ancora tantissimi che hanno paura di mettersi a lavorare, mentre io pur di non tornare in quella fogna accettai di fare 11 ore al giorno per 6,5 giorni alla settimana. Non era paura, era essere coglioni, ma anche questa è un’altra storia.

Adesso la paura è cambiata, certe cose mi fan ridere o pensare, ma non mi spaventano più. La paura che ho adesso è che uno stronzo entri in casa mia di notte e faccia fuori la mia famiglia con un 12 a pompa, o che qualcuno avveleni i miei cani. Ho paura per gli altri, più che per me stesso; ho paura che il mio carattere da cinghiale incazzato allontani tutto e tutti, ho paura che finisca la stecca di sigarette, ho paura che qualcuno mi tamponi mentre sto in macchina. Sono una vecchia carriola arrugginita, ma chi si accontenta lo sa, e porta un po’ d’olio lubrificante per scongiurare almeno il fastidioso cigolio.

5 risposte a Io ho paura

  • michiamomitia scrive:

    bellissimo, mi sono pure commossa, stronzetto :)

  • Mitì scrive:

    Bello tesoro. Proprio bello. :-*

  • Sid scrive:

    Chapeau SBA !

  • Niki scrive:

    Prima di tutto: bel post, coraggioso anche.
    Ci ho pensato e sono giunta alla conclusione che certe paure non le ho mai avute e continuo a non averle. Ci sono momenti – oggi più di ieri – in cui divento analitica, guardo la realtà con occhi più cinici e maggiore disincanto, ma paura no.
    Forse perché sono sempre stata “giudiziosa”, perché in fondo sono una ribelle, perché se avessi avuto paura avrei avuto una vita diversa e sarei stata anche molto meno felice.

  • vix scrive:

    la paura è il primo ingrediente del coraggio, che, altrimenti, si chiama incoscienza.
    un abbraccio.

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