Degli stronzi e delle distanze

Per non fare post ridicolamente brevi ho pensato di accorpare due argomenti decisamente non inerenti fra di loro.

A riguardo delle distanze oggi ho conosciuto Alb. , con due dei suoi figlioli (splendidi ed educatissimi), siamo andati a pranzo insieme e poi ci siamo salutati, come se fossimo vecchi amici e come se domani ci vedessimo di nuovo. Lui vive nei paraggi di Roma e qui nel far west ci viene solo ogni x anni, io a Roma non ci vado dall’83 e non ho in programma di andarci a breve, quindi credo che, mal che vada, ci si veda fra un anno. Ecco, sta cosa delle distanze tempo fa l’avevo sintetizzata con una frase lapidaria: “La distanza sta all’amicizia come la muffa sta al pane, si sa sempre chi vince”. Infatti ritengo che il non vedersi porti al sentirsi poco, fino al diradarsi delle occasioni di dialogo con epiloghi il più delle volte coniugabili solo al passato. Poi ci sono le eccezioni che ti portano a sentirti una volta l’anno come se fosse stato ieri e boh, non sai più come pensarla. Comunque per uno stanziale come me la distanza è veleno puro, e se ci metti che sono orso dentro il gioco è fatto. Alla peggio…  sapete sempre dove trovarmi.

Sugli stronzi invece il discorso è diverso. Tempo fa ero invitato al matrimonio di (mille-anni-fa-eravamo) amici e, come è d’habitude in questi casi, siamo andati moglie ed io a spulciare la lista nozze in un negozio in zona. Davanti alla vetrinetta degli oggetti selezionati dagli sposi abbiamo buttato l’occhio e c’erano ancora diverse cosine carucce, come il ceppo di coltelli o il kit zuppiera + minchiate varie, vassoi, portatovaglioli e altri oggettucoli. Quando la cretina ha cominciato ad elencare i prezzi a me è venuto freddo e stavo per chiedere di andare in una stanzetta isolata per deliberare, e magari pisciare sulla moquette. Vi spiego: il ceppo di coltelli (di nome e marca noti e acquistabili ovunque a 168 euro, anche su internet) costava 440 euro. La zuppiera 300 euro. Il vassoio 185 euro (un vassoiaccio in plastica pressofusa e dipinta a serigrafia), i portatovaglioli di lamierino stampato 38 euro l’uno. Visto che mia moglie non ha la minima idea di cosa voglia dire farsi prendere per il culo da un negoziante insisteva per sentire anche gli altri prezzi, mentre io le davo occhiatacce irrigate di abominio e leggere gomitate per indicarle di alzare le suole. Intanto la cretina continuava, 150 questo, 120 quello ecc… Ad un tratto ha tirato fuori un kit di 6 posate (sei, non sessanta) di una marca primaria, di una bruttezza inqualificabile, manico in plasticaccia fosforescente, e ha sparato 96 euro. Pensando al budget, e al costo di una cena per due, ho capitolato e ho comprato, agli sposi, per il giorno più idiota e dispendioso della loro vita, un kit di sei posate del cazzo. Fosforescenti. Orrende.

Ora, uno potrebbe anche passare per spilorcio, ma cercando su internet il prezzo del kit da 12 – dodici – posate (identica marca e modello) costa 36 euro. E gli sposi, vedendosi recapitare il misero regalo, è ovvio che ci hanno messi a tavola con un nugolo di marmocchi rompicoglioni, ben sapendo quanto io li ami. Ma il succo della questione è che a me vien sete di vendetta, e saprei mille modi per fargliela pagare al caro negoziante con sei commesse. Perché commerciare così è essere stronzi, oltre che ladri. E appena avrò occasione lo farò presente anche agli sposini incauti, per i quali avrei speso ben di più, ma non in quella fogna. Ah, dimenticavo: cari sposini incauti, per la cronaca, volevo comprarvi un TV LCD da 24 pollici in un negozio di fiducia, mentre grazie a quegli stronzi ho risparmiato circa 150 euro. Ciao, statemi bene. E se ricapitasse cambiate ristorante, che quello scelto da voi faceva moderatamente schifo, e il vino pure, santoddio, robaccia da trattoria.

5 risposte a Degli stronzi e delle distanze

  • Mitì scrive:

    Io non faccio mai regali di nozze scegliendoli dalle liste (che mi irritano profondamente), a meno che non siano quote di viaggi.

  • michiamomitia scrive:

    sulla distanza e il puro veleno concordo
    con la storia della lista di nozze, mi hai fatto passar la voglia :)

  • gib scrive:

    Io invece penso che le liste nozze siano utili. E’ chiaro che gli sposi devono fare un po’ di attenzione a cosa inseriscono, in modo da non costringere nessuno a vendere un rene per comprare qualcosa.

    Anche con noi sei andato fuori lista, ma hai azzeccato in pieno il regalo :-)))

  • Sba scrive:

    Gib, come vedi sono molto poco originale :)

  • SALVO scrive:

    FATTE COME HO FATTO IO FATEVI DARE I SOLDI DAI TIRCHI DEI PARENTI ALMENO PRENDENTE IL 30% DELLE SPESE DEL MANGIARE DEL RISTORANTE CHE VERGOGNA . MEGLIO LASCIARLI A CASA HAHAHAHA

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