Sassi
Mi piace la montagna perché non si disperde in quella stupida monotonia orizzontale tipica degli altri posti. Mi piace perché è silenziosa, se la sai scegliere bene: la montagna inizia dove i deficienti finiscono di starnazzare. Quella sensazione di pace, quando ti rannicchi su un sasso ad ascoltare il vento nelle prime ore della sera, quando l’aria frizzantina ti fa mettere la felpa anche a luglio, è impagabile. Ci sei tu, il sasso, la brezza, le ombre che assorbono il paesaggio, e null’altro. Per ore. Solo con te stesso e il giganteggiare della natura attorno a te. Talvolta percepisci qualche campanaccio di ignara vacca al pascolo, in lontananza, o il ruscello in fondo al vallone, i cui gorgoglii ti arrivano portati da chissà quale refolo. Sei in una dimensione non misurabile del tempo, finalmente in contatto con l’elaboratore più prezioso che esista, il tuo animo. E’ in quel momento che devi agganciare il segnale e tornare in sintonia con le tue emozioni, dimenticando qualsiasi accessorio. Per fare i conti con la propria coscienza non serve alcuna calcolatrice, basta il silenzio ben dosato e sincrono con i battiti del cuore. Perché i conti vanno fatti prima o poi, se non altro per sapere a che punto sei della tua vita, o a che punto è lei con te.
Il mio sasso è là che mi aspetta, non so se tornandoci quest’anno troverò ancora ai suoi piedi le briciole dei pensieri lasciati l’estate scorsa.



Sono in perfetta sintonia con questo scritto. Ci aggiungerei solo gli odori perché la montagna, oltre a guardarla e ascoltarla, la annuso.
non conosco la montagna, sono nata al mare. però il fatto che non sia monotona mi piace!
Anch’io non conosco la montagna, ma conosco la generosità del silenzio dei sassi, e la consolante sintonia delle querce, e la carezza della brezza odorosa di paglia ed erba di una collina che mi ha fatto nascere quando avevo già più di 30 anni. E riconosco il valore dei conti fatti in quel silenzio, che non seguono l’andamento monotono della pianura quotidiana. E da lì, ti saluto e ti abbraccio.
Raffa: gli odori nel vento teso e freddo non si sentono molto (il mio sasso è differente) :)
Grazie Ale, grazie Prudencio, grazie Vix.
E grazie Isa (sto scroll, uff…)
…fin da bambino vado in montagna tutti gli anni, cammino e sudo, e fatico, intanto preparo l´anima allo spettacolo e poi mi stupisco. Grazie Sba ;-)
E’ bellissimo Sba, davvero. Colpisce dentro.
ti leggo grazie a un’amica che ha condiviso il tuo post. e, a questo punto, ho pensato di condividere con te il commento che ho mandato a lei (scusa, è contorto, lo so…)
ho sempre pensato che viaggiando, vivendo un po’ di qui e un po’ di l… See Moreà, lasciamo in giro – anche nostro malgrado – briciole di noi che hanno un po’ la funzione di quelle di pollicino. briciole per ritrovare la via di casa e a volte addirittura noi stessi. è vero, in montagna questa operazione sembra più semplice, sarà per l’aria rarefatta o la mancanza di campo del cellulare … ma in fondo quel sasso potrebbe essere ovunque. io ricordo di averne visto uno nell’arcipelago di stoccolma, e ce n’è sicuramente un altro nel microgiardino dei miei, sotto la quercia. secondo me se guardiamo bene ne abbiamo uno anche dentro casa. o proprio dentro, tout court.
scusa, intoppo tecnico. ecco il mio commento per intero…
ho sempre pensato che viaggiando, vivendo un po’ di qui e un po’ di là, lasciamo in giro – anche nostro malgrado – briciole di noi che hanno un po’ la funzione di quelle di pollicino. briciole per ritrovare la via di casa e a volte addirittura noi stessi. è vero, in montagna questa operazione sembra più semplice, sarà per l’aria rarefatta o la mancanza di campo del cellulare … ma in fondo quel sasso potrebbe essere ovunque. io ricordo di averne visto uno nell’arcipelago di stoccolma, e ce n’è sicuramente un altro nel microgiardino dei miei, sotto la quercia. secondo me se guardiamo bene ne abbiamo uno anche dentro casa. o proprio dentro, tout court.
Eccolo, abbiamo trovato il sasso tutti e due