Un giorno di ordinaria ordinarietà
Oggi ho fatto compere, trascinato da colei che con me condivide inconsapevolmente il conto in banca. Qui a Cuneo abbiamo dei negozi specializzati per tutto, non come negli altri posti che vai in un posto e trovi tutto, dal salame alla RU486. Qui per ogni cosa che ti serve devi andare nello specifico negozio. Io volevo comprare delle magliette, allora sono andato in maglietteria e ho comprato tre o quattro magliette, belle e comode, una addirittura con le strisce traverse come Freddy Kruger (o stark). Poi avevo bisogno di scarpe e allora sono andato in scarperia, e son tutti filosofi con i piedi degli altri, infatti avevano centomiliardididecine di scarpe di tutti i tipi ma con i numeri che arrivavano fino al 45 e poi lo scaffale finiva. Alla fine la signora che aiutava i clienti della scarperia mi ha portato, scavando in anfratti irraggiungibili, tre paia di numeri 47 che provandoli andavano lo stesso anche se io porto praticamente il 48, ma questa è un’altra storia. Comunque, risolto il problema delle scarpe, sono andato in un altro posto dove sapevo che le scarpe grosse eppur-bisogna-andar le avevano di sicuro, e invece sti stronzi non tengono più i numeri oltre al 45 e quindi sono uscito a mani vuote, idioti loro che oggi avevo voglia di scarpe e non gli ho lasciato un quattrino (e poi con tutte quelle maglie dell’inter appese, puah). Prima però di comprare le scarpe avevo bisogno di un navigatore satellitare, allora sono andato in navigatoria e ne ho comprato uno che mi sembra un po’ una ciulata ma fa lo stesso, ormai l’ho preso. Quindi, ricapitolando, scarpe, magliette, idioti e navigatore. Mi sono spostato quindi di città e pensavo seriamente di aver finito le spese, quando mia moglie mi ha portato ancora in un altro negozio speciale (che qui a Cuneo abbiamo i negozi specializzati per ogni singola necessità), comunque dicevo che sono andato in un negozio speciale, una viaggeria, e mi sono comprato un viaggio, ma potrò usarlo solo più avanti, per adesso mi hanno dato solo un pezzo di carta con scritta una cifra che compravo due iPad e tre etti di cinto toscano.
Poi alla fine di tutto volevo un caffé, mia moglie voleva un caffé, allora visto che entrambi volevamo un caffé siamo andati in cerca di una cafferia, ma non ce n’era nessuna nei paraggi e allora ci siamo dovuti accontentare di un normalissimo bar.



ahahaahahaha :)