Scarpe grosse
Ciao dottore, tu sei un dottore, vero? Non di quelli che curano i malati, ma di quelli che han studiato così tanto che alla fine sono diventati dottori. Eppure non ce l’hai la faccia da dottore, sei sicuro di aver studiato così tanto? Ti guardo e mi rendo conto che stai cercando di pigliarmi per il culo, e lo fai solo perché ti ho detto che sono un contadino con la terza media. A me piace, in fondo, mettermi in minoranza. Lo faccio per abitudine, mi serve per capire che tipo di persona sei. Se cominciassi con la filippica su ciò che so fare o che ho fatto in vita magari potrei condizionare la tua idea, invece no, mi diverto a passare da scemo per vedere come ti comporti. E guarda un po’ (non avevo quasi dubbi, vista la faccia che hai) pensi subito di aver di fronte un povero idiota che ha probabilmente raggiunto una posizione lavorativa di un certo peso facendo a spallate con gente più meritevole. E’ così vero? La battutina l’avevi preparata in un corso di cucina per single depressi? Te lo leggo in faccia che pensi che sono un coglione. Ma io aspetto, e rispondo alle tue domande usando parole che non hai mai letto in nessun cazzo di libro in vita tua. Ah, ora me la butti sul tecnico, pensando magari che la mia impossibilità di esibire titoli di studio corrisponda al non conoscere certi argomenti? Eh certo, bella mossa, peccato che tu stia strisciando pericolosamente in un terreno dove io ho imparato a guadagnarmi il pane ogni giorno, dal 90 del secolo scorso. E complimenti per la chiosa finale, dove ti accorgi che sono riuscito a ribaltarti come una Fiat Duna e fai lo splendido per farmi capire che te ne sei accorto, tardi.
E’ stato bello poterti salutare con “Sa, io di scarpe porto il 47″.



bellissimo
ottimo tutto ma, soprattutto, la chiusura. avrà l’incolto dottore colto la hint che gli hai lanciato?