Una mattina mi sono svegliato e non sapevo più scrivere. Che sarà successo, mi son detto, che diamine mi è accaduto per far sì che io non riesca più a scrivere? Poi mi son detto No, non è possibile, ora devo capire, allora ho preso la biro e un foglio di carta e ho provato a scrivere, ma non ci riuscivo. Qui la cosa si fa spessa, ho pensato, scrivo e non si capisce niente, eppure le lettere sono tutte al posto giusto, formano delle parole e queste delle frasi, ma non si capisce niente di niente lo stesso. Allora ho detto E’ colpa della biro, è lei che non sa più scrivere, così l’ho presa e l’ho tirata contro il muro facendola in mille pezzi. Al posto ho preso una matita, quelle con la grafite, un lapis ecco, e ho riprovato, e venivano lettere bellissime, parole stupende, frasi meravigliose ma… insignificanti. Non si capiva un casso nemmeno così. Allora ho detto Sarà colpa del foglio, che non riesco più a scrivere. Così ho cambiato il foglio e ho preso della preziosissima carta filigranata e ho cominciato a fare lettere e parole e frasi, e niente, non si capiva nemmeno lì. Mi son detto Ma vada al diavolo la scrittura manuale, siamo in epoca tennologica, usiamo la tastiera col compiuter. La tastiera è bella perché ha le lettere già tutte fatte, basta trovarle e sono già lì, tutte fatte senza nessuna fatica. Allora mi son messo di gran foga a prendere le lettere già fatte e a metterle sullo schermo, creando parole e poi frasi, sono arrivato persino a fare un paragrafo intiero ma niente, neanche così non si capiva una sega. Quasi rassegnato stavo per prendere una giratubi e sfasciare tutto, quando mi è venuto in mente cos’era che non mi lasciava più scrivere comprensibilmente. Allora ho preso un cacciavite, ho svitato il coperchio della testa, ho tolto il cervello e tac, eccolo lì, l’ingranaggio che mette insieme le parole che si capiscono era grippato. Ci ho messo un goccio d’olio d’oliva, ho rimesso a posto il cervello, ho richiuso il coperchio e poi ho provato. E’ andato tutto a posto, ora le mie frasi si capiscono, anche se, come dimostra il presente scritto, non hanno alcun senso lo stesso.
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