Ferraghost
Non so se sta cosa l’avevo già raccontata, comunque era più o meno l’85 ed ero in montagna, a S.Anna di Vinadio, con mio fratello e i suoi amici. La stanzetta che ci avevano lasciato in uso le suore del santuario dava sulla strada, e come ogni ferragosto ci si aspettava di sentire fin dalle prime ore del mattino le auto che passavano per accaparrarsi il parcheggio. E quella mattina, al contrario delle previsioni, niente. Solo la campana che annunciava la prima messa, alle 6.45 (dannazione), ci svegliò, ma di auto nemmeno un frullo. Da buoni cristiani ci girammo dall’altra parte e riprendemmo a dormire. Alle 7.45 altra campana, altra messa. E nessun rumore, fuori. Piuttosto, uno strano frescolino mi spinse a scendere dal letto e a spostarmi nell’androne per veder fuori, senza svegliare i compari.
Poi rientrai in stanza e pronunciai, scandendole, le seguenti parole: “Fioei, ci sono 25 centimetri di neve”. Un coretto di vaffanculo ironici seguì bellamente. Tornai di là a guardare la 127 di mio fratello coperta di bianco mantello.
Alle 9.30 eravamo nel piazzale della chiesa a fare a palle di neve, nemmeno un’anima in giro.



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