Digestione
Hai presente quando sei lì che stai per infilare in bocca un manicaretto dei tuoi preferiti, anzi il tuo Preferito, uno di quei bocconcini spettacolari che tanta gioia danno al palato? Lo prendi fra le falangi, apri le fauci, inserisci il cibo adagiandolo sulla lingua, con delicatezza, estrai le dita e chiudi la mandibola, lentamente, mentre inizia a trasferirsi sulle papille gustative il sapore soave di quel capolavoro. Poi inizia la masticazione, lenta, accompagnata da un crescendo di gusti che pervade il cavo orale fino al punto di stimolare i recettori nervosi che cominciano a far secernere ormoni da chissà quale ghiandola, procurando piacere, gioia e rilassatezza. Al termine inghiotti il bolo e per parecchie ore, variabili a seconda del cibo ingerito e del metabolismo, il manicaretto circola nel tuo corpo, viene digerito, perde ogni minima sembianza rispetto al momento dell’ingresso per uscire poi in forma di escremento.
Ecco, in tutto questo io ci vedo la metafora della vita: comunque la gestisci finisce sempre in merda.



mi aspettavo un finale un po’ più spirituale, del tipo rramones, per intenderci.
ma mi è salita ‘na fame e una curiosità vorace: qual è il manicaretto che avevi in mente quando hai fotografato a parole tutto il processo?
A dire il vero non lo ricordo, Vix, ma prendiamola sul generico. Te piasce la cozza cor vibbrione? E magnate ‘a cozza cor vibbrione :)