Di quella volta che vi ho spiegato l’origine di un nome

Quanto sto per dirvi è accaduto veramente. Ma non proseguite nella lettura se vi piacciono gli enigmi, anzi provate a risolverlo. Il tema di partenza è: come sono arrivato a soprannominare “detto questo” uno che si chiamava Enrico.

Dunque (non si comincia col dunque ma me ne frego), c’era un tale che si chiamava Enrico, e a scuola finì per essere battezzato “detto questo”. Fin qui tutto chiaro. Enrico era secco e pallido. Insomma da un momento non definibile cominciammo a chiamarlo “Enrica”. Poi, l’appetito vien mangiando, diventò “Enrichetta” e quindi “Enrichetta Burroni”. Ma questo non è che un bivio al percorso, in realtà bisogna soffermarsi su “Enrichetta”, che per uno strano caso del destino divenne “Enricheta” con tutte le sfumature sull’acqua cheta che rompe i ponti (il nostro era uno col carattere mite ma esplosivo “ad cazzum”, senza preavviso). Di qui scaturì l’abbreviazione “Cheta”, e per via del suo pallore e della connessione mentale con la spirocheta pallida – il virus che causa la sifilide -  il suo nome divenne “spirocheta”. Siccome era troppo lungo da pronunciare, divenne presto “spiro”.

Non ci siamo ancora? Ok, l’evoluzione di quel nome vide il suo culmine appunto in “spiro” che divenne “spirò”, e chi è che spirò dopo aver detto qualcosa? “Detto questo, spirò”.

Ora, facendo le scuse del caso al mio vecchio compagno di scuola, che questi indizi vi servano per capire quanto e da quando il mio cervello è completamente andato in putrescenza.

Ciao.

2 risposte a Di quella volta che vi ho spiegato l’origine di un nome

  • sid scrive:

    e io un giorno scoprirò da cosa deriva NYFT ! PORCA MISERIA!!!

  • vix scrive:

    io lo so che cosa sig-nifica NYFT (ipse dixit) ma lascio l’onore al padrone di casa;-D
    bellissima escursione, mi ha riportato percorsi simili, che ora andrò a rivisitare, perdendomi nelle nebbie il resto del pomeriggio.

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