Il ciclo della vita

Quel 10 febbraio passai la notte a salire e scendere scale. Uscivo, fumavo, rientravo, riuscivo, rifumavo, rientravo. Poi, verso le 2.30 da una finestra al sesto piano udii un bambino che piangeva, appena nato. Rientrai, come colto da un presentimento, salii le scale e tornai nella stanza di oncologia appena in tempo per vedere il mio migliore amico esalare l’ultimo respiro. Quel bambino oggi compie otto anni, e mi sforzo di credere che in lui si sia innestato un po’ del grande spirito vitale che abbandonò il mio migliore amico, mio suocero, quella notte, in quel momento.

Stanotte non ho chiuso occhio.

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