Immaginatevi una landa desolata et incolta, popolata a tratti da esserini insignificanti ma non per questo non significativi. Immaginatevi che siano tutti alti uguali, colorati uguali, che abbiano tutti lo stesso odore e che come massima ambizione coltivino orticelli dove diffuse sono le radici dell’incoscienza, estese e aggrovigliate come metastasi. Immaginatevi che questi esserini siano parecchio fastidiosi, ciarlieri, dediti all’abigeato e all’adulterio, incuranti del buco nell’ozono, sospettosi e fedifraghi. Immaginatevi che qualcuno abbia deciso che voi potete far di loro ciò che vi pare, eleggendovi ad una carica tipo dio in seconda (che dio in seconda comunque, proprio perché è lui, riesce a fare i centottanta).
Ecco, lo sapevo. Siete dei bastardi.
7 Commenti a “La deriva del sestosenso”
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viva le formiche!!!!
oh ma i fyd vaffaNbagno
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10 ore agò, dupàll, tutta colpa di donna mestizia
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cos’è l’abigeato?
già sharato ieri sera. bello
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ma tu non eri quello che andava a dormire presto? (grassie)+
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capio gnente (ma beo!)