Ye Olde Ballbreaker
Qualche giorno fa sono andato al “fai da te” a comprare uno stuoino per i cani, perché adesso che fa freddo a loro piace accucciarsi vicino alla stufa e il mio spirito compassionevole detesta vederli lucertolati sul pavimento nudo et freddo. Dicevo, sono andato al “fai da te” a cercare lo stuoino ma non trovavo quello che faceva al caso mio, allora sono andato al banco di assistenza clienti e ho chiesto se ne avevano uno che rispondesse alle mie esigenze: centoventi per sessanta centimetri, colore indifferente ma non troppo chiaro, che fosse totalmente ignifugo, che non patisse molto lo sporco e che fosse facilmente lavabile, che sopportasse eventuali graffi delle unghie senza che se ne sfaldassero le fibre, che non fosse di quelli leggerini fatti di materiale cheap ma che non fosse troppo spesso da isolare addirittura il calore, e soprattutto che non fosse di quei cosi che durano meno di due mesi.
Dopo venti minuti d’attesa è arrivato il garzone del reparto con una cosa rispondente alle mie necessità. Era una lastra di granito dei Vosgi.
Attese snervanti
Sto aspettando tre cose, una che forse arriverà, una che non arriverà mai e una che deve arrivare per forza. La prima non mi costa nulla, la seconda è rassegnazione, la terza mi è costata dei soldini. La prima mi cambierà la vita, la seconda potrebbe anche farlo, la terza chissà. La prima muterà per sempre il mio modo di essere, la seconda potrebbe, la terza chissà. La prima potrebbe dare un bel colpo alla mia autostima, la seconda dovrebbe farlo ma non ci spero, la terza per ora ha dato solo un bel colpo al mio conto in banca.
So solo che ne ho ben due coglioni di aspettare tutta sta roba.
Impermanente
Io stamattina mi sono svegliato al primo colpo della sveglia con una voce in testa che mi stava recitando una cosa uguale come se fosse un post. La voce aveva la flemma di Gassmann ma il timbro mi ricordava quello di un francese che non so come si chiama ma che alle medie avevo ascoltato in una cassetta mentre leggeva Le Pétit Prince di Saint-Exupery. Insomma una voce sfatta ma con una cadenza piacevole, che mi parlava di una torre, di lance e vessilli, e io nel mio vocabolario la parola vessilli non credo di averla mai usata, quindi sono sicuro che nella mia testa ci fosse qualcuno che stava recitando. Come in altre situazioni tipo col Winamp o quegli altri player, o anche con il videoregistratore, mi sembrava di voler schiacciare il tasto pausa, per poter avere il tempo di trascrivere quello che sentivo, ma niente, la voce andava avanti, beffarda e sfatta come solo un francese che imita Gassmann riesce ad avere.
Il racconto era bellissimo, ma escludendo quello che ho citato qui sopra non me ne ricordo una sola parola.



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