Domani

Domani sarà un giorno speciale. Domani è il 21 dicembre. Te dici No, oggi è il 21 dicembre. Frega niente, per me è domani, io sono ancora sveglio del 20 e quindi parlo di domani. Domani sarà un giorno unico, pesante, pieno di soddisfazioni. Domani stapperò un vaso pieno di rabbia prodotta da giorni e giorni di attesa snervante, di promesse farlocche, di cose di volta in volta sempre più importanti dei problemi miei, di me e della mia vita. Domani mi siederò e li guarderò in faccia, una volta per tutte, ed esigerò di essere cagato, anche solo per cinque minuti. Non c’è tristezza nel mio animo, non c’è rassegnazione. Io non ho ancora trovato qualcosa o qualcuno che sia riuscito a fermarmi, non mi arrenderò adesso. Ho superato momenti ben peggiori, causati da fattori che di umano han solo l’epilogo, e non mi sono nascosto, non mi sono abbattuto al punto di fermarmi.

Domani io sbaracco la scrivania, ci salgo sopra e mi metto a cantare “Save yourself a penny for the pennyman” a pieni polmoni. Che non si può giocare con la vita delle persone per dei mesi e far finta che tutto vada bene. Sono arrivato al limite, quando la lancetta segna che sei in riserva devi decidere se fare il pieno o aspettare che il motore si spenga. Io non mi spengo, ma farò il pieno con tutto il veleno accumulato e morderò, a fondo, chi cercherà di trattenermi.

Ho quarantanni, ho bisogno di sentirmi vivo, perché a morire c’è sempre tempo. Colui che avrà il triste compito di fermarmi, quel giorno, mi troverà col sorriso sulle labbra e il dito medio alzato.

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