Troglodita for dummies – Guida sintetica per il cacciatore di moderni cavernicoli.

Il troglodita vive il quotidiano in mezzo a noi. L’omologazione dell’abito e dell’habitus lo hanno portato, col tempo, ad essere quasi irriconoscibile, e anche un buon osservatore ha grandi difficoltà a individuarlo fra la folla. Non è più definibile con lo stereotipo dell’omuncolo con capelli lungi e sporchi, barba incolta, monosillabi a manetta, pelle di lupo e clava in mano. Il tempo, la pazienza di madre natura e i curatori d’immagine hanno fatto sì che somigliasse all’homo erectus così tanto da riuscire a mimetizzarsi anche in un convegno di navigati manager.

Ci sono però alcuni aspetti comportamentali, caratteriali e somatici che possono aiutare il cacciatore di trogloditi a stanare, identificare, schedare e bollare come tale il vero troglodita moderno. Si va ad analizzarli, sperando così di far gradita cosa al lettore che volesse cimentarsi in sì nobile arte.

1) Il troglodita suda. Sempre. Quando si trova a confrontarsi anche solo visivamente con l’homo erectus, comincia ad espellere liquidi nella zona lombare, poi in quella ascellare, e se la temperatura ambiente supera i venti gradi si trasforma in una pozzanghera in movimento. Questo problema deriva dall’ancestrale abitudine di vestire solo con una pelle animale, con una sola spallina e quindi rigorosamente alla moda.

2) Il troglodita tende a voler partecipare ai discorsi altrui, anche se non capisce nulla di quello che si sta dicendo. Di norma interviene con una battuta agghiacciante, per attirare l’attenzione e suscitare nei più la domanda “ma chi cazzo è questo qui?”. Poi aspetta che il discorso riprenda e sbatte lì una citazione presa a gancio nel suo subconscio, di norma sbagliata e totalmente fuori contesto.

3) Appena un homo erectus fa una battuta, anche idiota, il troglodita parte in una risata fragorosa, lacrima agli occhi e per almeno un quarto d’ora non riesce più a parlare senza ridere come un povero scemo.

4) Il quoziente intellettivo del troglodita è pari a quello di un coniglio. Di ceramica. Può avere molte doti, tipo una memoria a lungo termine, o la generosità, o la semplicità d’animo, ma resta sempre un ignorante. Il troglodita non legge, non si informa, se ne sbatte della televisione e della politica, non va al cinema, non va al bar e spesso detesta tutto quello che contiene la parola “sinistra” perché a lui, sua mamma, gli ha insegnato a usare solo la destra.

5) Il troglodita riesce sistematicamente a fare figure di merda anche quando potrebbe evitarle. Se ne accorge sempre un pelino in ritardo, scivolando così su gaffes da antologia fra l’ilarità mista a indignazione degli astanti. Questo accade in special modo quando il nostro troglodita-tipo tenta di partecipare a qualcosa di matrice social, dove si trova a misurarsi con persone della sua specie (poche) e appartenenti alla specie erectus (la maggior parte). Qui si scatenano gl’istinti primordiali che guidano il suo animo, che ben presto lo espongono al pubblico ludibrio con l’aggravante dell’assoluta inconsapevolezza del soggetto (aspetto, questo, che amplifica la sua condizione di trogloditismo).

6) Il troglodita rutta, fuma, bestemmia, si infila le dita nel naso che ci potrebbero fare una puntata di Megastrutture, si veste con roba del mercato rionale, beve come un tombino e, se c’è ispirazione e se ci sono adeguati presupposti metabolici, sa conferire all’ambiente circostante quel tono di muflone macilento con un solo download di gas putrescente dal timone di coda.

Terminato l’elenco delle caratteristiche più evidenti, e in un certo senso più fastidiose, ci sono ancora alcuni aspetti che possono aiutare ad individuare il moderno cavernicolo subacculturato, che a rigor di logica riporterò seguendo la numerazione financo utilizzata.

7) Il troglodita è scemo, ma è buono. Fondamentalmente buono. Se ne hai bisogno ti dà anche la camicia, seppur sudata. Si esprime a monosillabi ma quando serve riesce a mettere una buona parola per te. Se ti aiuta in qualcosa, di solito non se ne vanta e non te lo fa pesare. Il suo impeto partecipativo è volto quasi sempre a cercare di strappare una risata sulle serie bocche dell’homo erectus, anche se il più delle volte si tratta di smorfie di disprezzo.

8) Il troglodita è sensibile, e per quanto possa sembrare strano, ha avuto un’infanzia anche lui, un’adolescenza di merda, una vita lavorativa piuttosto strana e travagliata, rigorosamente a basso reddito, per lo più dedita alla pastorizia, fra stegosauri e cinghiali. Il suo status non è sempre geneticamente innato, anzi, è molto più facile incontrare un troglodita in quanto tale per acquisizione famigliare che non uno già programmato così alla nascita. Egli è così perché altri hanno scelto che lui fosse così, tenendolo alla larga dalle cattive compagnie, dall’istruzione, dalla baldoria e dall’ozio, ritenendo di fare la cosa più giusta al mondo per lui e, spesso, senza nemmeno chiedergli un parere in merito.

9) Il troglodita riesce a fare cose che un erectus con intelletto più evoluto non riuscirebbe mai a fare, tipo ribaltare una Punto con la sola forza delle braccia. A dispetto di certe pulsioni, però, è di norma ligio alle regole, non violento, corretto e rispettoso. Non è raro trovare esemplari con ancora tutti i punti sulla patente.

10) Il troglodita ha un bioritmo che sembra il sismogramma di un nono grado Richter, oggi è felice e domani è più triste di un cane devastato dai parassiti. Oggi è solare e socievole, domani è incazzato come un muratore bergamasco ubriaco che si dà una martellata su un dito. Del resto è un troglodita, non si può pretendere che abbia un comportamento lineare e razionale. Quello che è più significativo è che il troglodita non si arrende mai, anche se si abbatte o se altri cercano di abbatterlo, lui non cede, guidato dall’ignoranza e dall’istinto di sopravvivenza che le avversità della vita hanno contribuito a forgiare in lui.

Bene, termina qui il manuale per il cacciatore di trogloditi. Una sola osservazione aggiuntiva, che in molti ignorano: il troglodita SA di essere un troglodita, e spesso gli piace esserlo. Non provate a fargli cambiare idea.

Happy hunting evribadi.

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