Dio ci vede, e io sono gay

Premessa: il 4 novembre 2003, con questo stesso titolo,  scrissi un pezzo riguardo allo stracciar di vesti che vi fu quando un certo Gene Robinson, allora 56enne, con due figli e dichiaratamente gay, fu nominato vescovo della chiesa episcopale americana. Non lo ripubblico tutto, visto che l’argomento ha perso un po’ di attualità (ma neanche troppa), riporto solo un passo che rappresenta quello che fu, ed è tuttora, il mio pensiero sull’argomento.

Che poi non c’è di che stupirsi: il cattolicesimo ha fatto della discriminazione il suo fondamento primo, basta vedere la considerazione della donna in ambito ecclesiastico. La donna non può diventare ministro di culto, i preti non si possono sposare… se non è discriminazione questa! Che cos’ha una donna di così mostruoso da vedersi impedito l’accesso al clero? Cosa ha un gay di così vergognoso da non poter essere un bravo ministro di Dio? Non avrebbe forse dovuto confessare in pubblico la sua omosessualità? Ma la sincerità è peccato allora? Quanti sono i preti gay che non hanno mai dichiarato di esserlo? Sono migliori di Gene Robinson? O sono solo molto più in malafede? Essere gay non è una malattia o una perversione, è uno stato naturale, e la natura ce l’ha donata Iddio in persona, con annessi e connessi. Se rifiutiamo una condizione naturale rifiutiamo anche la sua origine. Non è più solo una questione di non condividere il pensiero altrui, diritto sacrosanto, ma è una situazione di RIFIUTO dell’esistenza altrui.

Pertanto, se essere gay, profughi, portatori di handicap, immigrati da mille mondi, poveri, affamati, pazzi o dementi vuol dire essere discriminati perchè considerati non-uomini, allora io sarò gay, profugo, handicappato, immigrato, povero, affamato, pazzo e demente, e combatterò perchè venga rispettato il mio ESSERE UOMO, a prescindere da qualsiasi bigotta concezione del vivere. Se essere gay vuol dire mettersi contro il “gregge dei giusti che vive nella Grazia di Dio”, allora io SONO GAY, nato a Sodoma e residente a Gomorra.

3 risposte a Dio ci vede, e io sono gay

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