Certe cose non hanno prezzo /2
Stamattina mi sono svegliato alle 10, con un mal di testa da competizione e lo stomaco che pareva appena uscito da un tritadocumenti.
Preso contatto con la realtà, per quanto possibile in quel momento e in quelle condizioni disperate, mi sono reso conto di aver fatto un sogno bellissimo. Ero infatti seduto a tavola, in casa mia, con tre amici venuti da lontano (tranne uno), e si stava facendo cena. E più si andava avanti con la cena e più i discorsi fra di noi diventavano profondi, intensi, e gli argomenti toccati spaziavano in tutte le direzioni dello scibile, e io che non sono una cima ascoltavo queste piacevoli dissertazioni con un sorriso ebete stampato sulla faccia e ogni tanto intervenivo per dire una cavolata, suscitando ilarità e commenti compassionevoli da parte dei miei commensali.
Il sogno era bello, c’era un bel clima di festa, la tavola imbandita e tanta allegria. C’era Alessandro che mi faceva suonare la batteria su un iCoso che non ricordo bene, e Stefano che si toglieva le scarpe e giocava col mio cane, e Mauro che mi dava il ritmo, schioccando le dita, mentre cercavo di raccontare una barzelletta blasfema. E mi pareva persino di sentire il gusto dell’arrosto, e notavo che la fetta era più morbida e gustosa da un lato, e più asciutta dall’altro lato.
Poi il sogno si è fatto più sfumato, come in un fade-out cinematografico molto molto lento, e la luce man mano diminuiva di intensità, e i discorsi divenivano sempre meno profondi e gradualmente si trasformavano in barzellette sconce. La sensazione di rilassatezza prendeva il sopravvento sull’ansia, quella isterica apprensione che vivi quando ambisci a preparare una festa perfetta, e poi, fra i fumi dell’alcool, tutto terminava in un abbraccio collettivo seguito da incoscente sonno liberatorio.
Stamattina mi sono svegliato alle 10, con un mal di testa da competizione e lo stomaco che pareva masticato da uno squalo. Ero convinto di aver fatto un sogno bellissimo, poi ho acceso il computer e ho trovato su internet la foto del mio cesso.
P.S.: grazie, davvero, di cuore.





LOL (al post e alla foto)
:)
la prossima volta, fotografiamo te sul cesso :-)
aahahhahahahahahahhaahhaa
ma grazioso! e lo scopino com’è? profumato?
quando non esiste confine tra realtà e sogno, ma il mal di testa era vero? auguri
Sì, purtroppo, ma con un po’ di meditazione yoga mi è passato, e poi mi sono fatto 4 etti di pasta a pranzo e sono tornato in piene forze :)
MWAHAHAHAHAHAH!!!