Lode alla scoreggia
Premessa: le fanno TUTTI. Anche quelli che si scandalizzano se sentono rumore o puzza tipici del caso.
La scoreggia, o péto, o puzzetta, o loffa, o ciàna, o tromba di culo che dir si voglia, è una delle cose che quando la fai ti fa stare decisamente bene, almeno per i primi quattro secondi, trascorsi i quali, a seconda dell’intensità e della composizione chimica, puoi anche stare meno bene. La garanzia è che quelli che hai accanto non condivideranno volentieri l’olezzo, a meno che non siano dei buoni emettitori come te. Valido metodo per coltivare la propria solitudine.
Ci sono vari tipi di scoreggia, ma meritano evidenza i più caratteristici:
- Loffa da ascensore (altrimenti detta Maman Louise): la si fa quando si è in un ascensore affollato, possibilmente in un palazzo con almeno dieci piani. Si sale al piano terra, insieme a tutti quei gentlemen in abiti firmati e a tutte quelle signore extra lusso. Al primo piano il mezzo non si ferma praticamente mai, quindi hai il tempo materiale per concentrarti e rilasciare in quell’ambiente chiuso e iper popolato la tua bolla gassosa. Allora la segretaria del quarto piano inizierà a guardarsi attorno, con il naso arricciato, convinta che a mollare sia stato il bastardo del suo capo ufficio, due abiti firmati davanti a lei. Il fattorino del Traco farà lo stesso, pensando “che schifosi maleducati, tutti fighetti ma maiali come pochi!” e via dicendo. Al sesto piano sono scesi tutti, chi per essere arrivato, chi per correre in bagno prima di vomitare i kellog’s sulla schiena del dirimpettaio.
- Scoreggia contemplativa: ideale nei musei o nelle biblioteche. Al cinema si può approfittare di una scena rumorosa. Diverse scuole di pensiero dibattono sulle modalità: chi la vuole silenziosa e rancida come una vaschetta di insalata russa dimenticata fuori frigo per otto giorni, chi invece la vuole rumorosa “il giusto”, così per rendere più goliardica la cosa. Nel secondo caso si fa fede alla regola di Maurilio (primo sperimentatore della medesima): mostra fotografica, una decina di persone nella stanza, e lui. Scoreggia moderatamente rumorosa, tira fuori il portafogli dalla tasca (mentre tutti si voltano con sguardo atterrito), lo apre, lo accosta all’orecchio stile Startac e si mette a parlare con sua mamma. Un ottimo modo per sdrammatizzare, mentre si fa il vuoto attorno.
- Péto sonante: sono quelli meno pericolosi, vuoi perché l’avviso acustico fa immediatamente allontanare i presenti dalla scena del crimine, vuoi perché pare che quelle con maggior pressione abbiano minor effetto putrefazione (teoria peraltro da dimostrare). Consigliate solo all’aperto e solo a chi conserva intatte tutte le funzionalità rettali, pena la classica sgommata nelle mutande. Sono frequenti fra coloro che si recano nelle mense assistenziali, dove vengono serviti pasti precotti di dubbia provenienza.
- “Che, stai a decollà?”: emissione prolungata e rumorosa, perfettamente udibile anche in locali affollati. Fra amici è in grado di scatenare una certa ilarità, almeno, se ci si limita a una o due emissioni. Dalla terza in poi sono state rilevate frequenti crisi asmatiche, svenimenti e sporadici casi di allucinazioni collettive. Consigliata la presenza di una unità di rianimazione.
- Frana intestinale: ok, ieri a cena da mammà, stufato di fagioli e porri (il combustibile), a colazione due kinder ai cinque cereali (l’innesco) poi a pranzo un bell’umido di patate e carciofi (il fattore scatenante). Un metabolismo lento e riflessivo consente di ottenere un risultato devastante: non puoi non emettere. Se tenti di trattenere anche un solo impulso ti pieghi a libro in preda a dolori tipo parto. E’ sconsigliata la partecipazione a qualsiasi evento o riunione. Per i cattolici integralisti, niente messa (c’è un’apposita dispensa per tale tipo di indisposizione). Il divertente effetto dura dalle 4 alle 8 ore. E’ allo studio l’ipotesi di inserire questo tipo di scoregge nel testo della Convenzione di Ginevra. In alcuni stati è considerato un reato contro l’umanità.
Concludendo, alcune citazioni celebrative:
“Sarà da crin, ma mi stun bin” (Sarà da maiali ma io sto bene) – proverbio piemontese
“Meglio fuori che dentro” (Shrek) (ho provato a dirlo a mia moglie come scusante in una situazione in cui il piumone del letto si era alzato di circa 24 cm, e lei è andata a dormire sul divano bestemmiando, ergo non funziona, nemmeno col sorriso)
“ed elli avea del cul fatto trombetta” (Dante, Inferno, Canto XXI)



Voglio essere il primo ad applaudire! Alla cieca, sulla fiducia. Ecco, adesso posso leggere il post. Il commento vero, dopo;-)
Ancora sto a ride’ |-D |-D |-D co le lacrime. Vojo conosce’ Maurilio. ahahahahahah!!
la frana intestinale mi ha fatto scompisciare
solidarietà a tua moglie
fatacarabina
E così non potrete dire che non sono poetico :)
Sto ancora ridendo :D
Oi, Sba, ieri mi è tornata in mente una bellissima vignetta del Vernacoliere – ho cercato di ritrovarla, ma nisba |-( comunque te ne riassumo lo spirito – o pirito, se preferisci: il soggetto era uno studente diciamo grassoccio che veniva interrogato e per la tensione lasciava andare una breve raffica di bbbrowning, come dire, a singhiozzo, tipo prot—prot—prot.
fin qui niente di trascendentale, la cosa veramente divertente era la spiegazione “scientifica” del prof. Sardelli (così mi pare si chiamasse il vignettista) che rappresentava la sezione del soggetto, con particolare attenzione al tratto intestinale in cui evidenziava la presenza…oi, oi, di uno SPIEDINO :-D composto da merda-aria-merda-aria-merda-aria, la cui formazione il Sardelli imputava allo stato di stitichezza dell’ammollatore…lo so che raccontata non fa lo stesso effetto ma io ancora piango al ricordo della vignetta:
Il Prof. Federico Maria Sardelli è una delle menti più illuminate del panorama umoristico italiano, nonché un sacco di altre cose, vedi Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Maria_Sardelli
giuro che avrei voluto scriverlo io questo meraviglioso carme in onore dell’espressione corporea più sublime che esiste! sono d’accordo su TUTTO ..e sono una specialista delle scorregge in museo, quando tutti zitti zitti contemplano l’antonello da messina..proprio quello che ti piace tanto biso!
ps. salutonissimi alla moglie paziente che sopporta le tue sonate di culo (la capisco alquanto e non so come non abbia ancora chiesto il divorzio!). baci
Ciao Scuotiossa! Proprio oggi pensavo a te e alla tua ultima performance in piazza Galimberti :) Antonello da messina lo sopprimerei!