De amicitia
Quando stai troppo bene arriva il momento in cui ti devi confrontare con delle cose che ti smontano i maroni. Capita a tutti, inutile negarlo. Vorremmo la linearità ma allo stesso tempo non possiamo fare a meno delle scosse, delle botte di vita. Delle botte di morte invece potremmo fare senza, ma arrivano anche quelle, e quando arrivano bruciano, uh se bruciano…
Non che sia così bestia da non averlo mai sperimentato in precedenza, ma stasera ho potuto avere la conferma che la merda e il cioccolato, ingredienti di questa vita, se condivisi con un amico sono meno estremi di quanto sembrino.
Devi solo avere l’amico.
L’amico.
Bestia rara, come lo sciacchetrà delle Cinque Terre, non lo trovi mica sotto i cavoli! Ma se ne hai uno, e se sacrifica qualche minuto della sua vita per te, allora è impagabile e te lo devi tenere stretto, perché senza non si può fare.
Quando però ne avrà bisogno lui dovrai esserci, perchè i debiti “di spalla” si possono pagare solo con la stessa moneta. E non potrai sottrarti, e se lo farai perderai l’amico, così quando ne avrai bisogno lui sarà ad ammazzarsi di seghe davanti a un porno, e tu capirai solo allora quanto ti serve quell’amico.
Grazie, amico, per esserci stato. Che io quando vado in pappa non mi regge proprio nessuno.



parole sante. gli amici-amici sono rari, però ci sono.
L’amicizia è davvero un dono raro e prezioso
Improbus est homo qui beneficium scit accipere et reddere nescit. (Plautus, Persa 762).
triste verità, che solo il bisogno certifichi l’amicizia. e quando si è amici, l’occasione di dare la spalla è grata a chi la dà, quanto a chi ne ha bisogno.
Il popolare detto “pochi ma buoni” applicato all’amicizia – che condivido – arriva direttamente dalle famose pagine che sul tema ha lasciato Aristotele nell’Etica nicomachea: pochi amici = bene; tanti = compiacenza.
La sfiga è il filtro per setacciare i veri amici da quelli finti. Chi vive di fortuna e fortune questo problema non se lo pone nemmeno.