Ieri sera ero appena tornato dal lavoro, ero in cortile, i miei cagnacci in balìa della pallina. Stavo parlando con mia mamma quando sento SCKRR-SBANNNNG-SPATAKRANGLE! Guardo in strada, un ragazzino sui 10 anni si era appena incaprettato con la bicicletta. Esco di corsa, vado a chiedergli se si è fatto male, NON MI CAGA trattenendo a stento le lacrime e se la squaglia.
Stasera, a 100 metri da casa, vedo un ragazzino in bici, penso – è lui – poi ci incrociamo e vedo che è un suo coetaneo, in bici, con una sola mano sul manubrio e l’altra che tiene una grossa borsa di nylon. Appena oltre guardo negli specchietti e vedo che perde il controllo della bici sopra al dossetto-limitatore di velocità, e si incartabella al suolo. Freno, controllo, si alza di scatto sfregandosi una chiappa (non oso immaginare le bestemmie).
Io domani mi terrò una mano ben posata sui coglioni, che non si sa mai.
Un Commento a “Coincidenze (o spheega)”
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in grande amicizia, da quello che racconti si potrebbe arguire che la mano sui coglioni la debbano tenere i ragazzini sui dieci anni che vanno in bici nelle tue immediate vicinanze.
e questo mi suggerisce:
Stermino
Biciclette
Allegramente.
sempre in grande amicizia, eeeh!
‘nzia mai che me venisse voja de rimonta’ su na bicicletta dopo 30 anni…