Io mi sono vissuto addosso

C’è stato un periodo della mia vita in cui credo di essere stato profondamente disadattato. In quel frangente non avevo un blog, non avevo amici, non guardavo la TV, non me ne fregava un cazzo della vita. Tipo adesso. L’unico sfogo era il blog di Bart, un caro amico cuneese che un giorno chiuse i battenti e decise di mandarmi in email tutti i miei contributi. Ne riporto qualcuno nella categoria “Glittering Past”, perché a rileggermi mi pare proprio di non esserne l’artefice.

Scena: porta antincendio che dà sull’esterno, su un cortile, spalancata. Una piccola falena sta combattendo contro il forte vento che, per note leggi della fisica, sospinge aria fresca verso l’interno del caldo locale. Si sforza, poi si posa sulle zampe, sul pavimento, e inizia lentamente a camminare controvento. Non è sicura del risultato, ma ci prova.

Sto attento a non calpestarla, e la osservo con curiosità, ed un tantino di pena.

Dopo impronunciabili sforzi riesce ad uscire sull’asfalto e, certa di essere fuori dalla zona di corrente, spicca il volo.

Non ho il tempo di congratularmi con lei che un rondone se la acciuffa al volo e la rende probabile pasto per i suoi pulcini.

Morale della favola: ma che merda di vita…..

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