Parentesi ()

Al nessuno che abitualmente legge queste pagine: mi sono preso una parentesi. Cioè, me l’hanno scaraventata addosso. Ho passato le ultime tre settimane a fare un mostro codificato che finalmente sposa la rigidità fiscale di AS400 con la strepitosa versatilità di MySQl. Un matrimonio cannibalizzato dal buon vecchio Visual Basic 6 (e quel gran figlio di fisioterapista che è ADODB). Non credo di aver mai partorito nulla di simile, ma stavolta l’ho fatta davvero grossa, ho fatto un salto dieci volte superiore al mio standard.

In soldoni, ho fatto i seguenti orari a partire dal 1° agosto: 7.00-13.00 / 14.30 – 20.00, con eccezione dovuta per gli ultimi 3 giorni che mi hanno visto entrare in ufficio alle 6. Ho lavorato anche nei weekend da remoto e il giorno di ferragosto.

Ne è valsa la pena? Lo dirò lunedì sera.

Nella mia parentesi ho avuto un grande aiuto dalla musica. Già,  quei 10 minuti in auto mentre vado o torno dal lavoro mi hanno permesso di ascoltare stupende composizioni d’altri tempi che mi hanno fatto tornare in vita, aiutandomi a mantenere la concentrazione per molte ore. Eccone alcune:

Prospettiva Nevski – Franco Battiato

Real Life – Simple Minds

Your latest trick – Dire Straits

Il giocatore di biliardo – Angelo Branduardi

Seven angels – Avantasia

Frase più ripetuta (a parte le costanti bestemmie tipo “Dio raccoglitore abusivo di fagioli”): “E adesso possiamo imburrare la supposta”, detta principalmente quando era ora di fare una delle mille release e di collaudarla.

Scrivere codice pensando alle parole di Battiato, in un’estate nemmeno troppo afosa, mi ha riconciliato con me stesso.

Un vento a trenta gradi sotto zero
incontrastato sulle piazze vuote e contro i campanili
a tratti come raffiche di mitra disintegrava i cumuli di neve.


E intorno i fuochi delle guardie rosse accesi per scacciare i lupi
e vecchie coi rosari.


Seduti sui gradini di una chiesa
aspettavamo che finisse messa e uscissero le donne
poi guardavamo con le facce assenti la grazia innaturale di Nijinsky.


E poi di lui si innamorò perdutamente il suo impresario
e dei balletti russi.


L’inverno con la mia generazione
le donne curve sui telai vicine alle finestre
un giorno sulla prospettiva Nevski per caso vi incontrai Igor Stravinsky


e gli orinali messi sotto i letti per la notte
e un film di Ejzenstejn sulla rivoluzione.


E studiavamo chiusi in una stanza
la luce fioca di candele e lampade a petrolio
e quando si trattava di parlare aspettavamo sempre con piacere


e il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare
l’alba dentro l’imbrunire.

(Franco Battiato) 

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